Milano, 24 gennaio 2026 – “Il danno è fatto. Non si torna indietro”. I familiari delle vittime dell’incendio di Capodanno presso il locale Le Costellation di Crans-Montana esprimono la loro amarezza e frustrazione dopo che il titolare Jacques Moretti è stato scarcerato grazie al pagamento di una cauzione di 200mila franchi. Nonostante ciò, apprezzano la decisione del governo italiano, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha richiamato a Roma l’ambasciatore Gian Lorenzo Cornado, riporta Attuale.
“Ci fa piacere il forte intervento del governo italiano”, ha dichiarato Umberto Marcucci, padre di Manfredi, uno dei ragazzi gravemente feriti, attualmente ricoverato all’ospedale Niguarda di Milano. Marcucci ha parlato con i genitori di Riccardo Minghetti, il giovane romano deceduto nell’incendio. “Ci contiamo molto, anche se non sappiamo come si estrinsecherà”.
Dopo la tragedia, diversi genitori hanno espresso la volontà di incaricare un avvocato svizzero, ma per ora la priorità è la salute dei feriti. “Pensiamo a far uscire Manfredi dall’ospedale”, ha aggiunto, sottolineando che ci vorrà tempo. Solo due dei dodici feriti arrivati a Niguarda sono stati dimessi. Uno è stato trasferito al Policlinico per i suoi problemi polmonari, mentre Eleonora Palmieri, veterinaria originaria di Cattolica, è stata trasferita all’ospedale di Cesena, più vicino alla sua famiglia.
La Svizzera “sembra voler mettere la polvere sotto il tappeto”
Dalla prospettiva legale, la scarcerazione di Moretti non ha sorpreso, ma ha comunque generato frustrazione. “C’è un senso di frustrazione sulla decisione. Un po’ ce l’aspettavamo ma quando è arrivata…”, ha spiegato Marcucci. La Confederazione sembra lanciare un messaggio alla comunità, ma non dimostra la volontà di affrontare le responsabilità con rigore. Ci sono stati “tanti segnali non positivi come la cifra della cauzione di 200mila franchi”, ha evidenziato.
“Se vuoi mandare un messaggio e tenerlo in carcere, devi stabilire una cauzione molto alta in modo che non possa arrivare qualcuno a pagarla”, ha aggiunto Marcucci, lamentando che, ora, non c’è modo di tornare indietro. “Questa situazione fa male non solo alle vittime italiane e ai loro familiari, ma anche a molte famiglie svizzere che stanno subendo danni”, ha concluso, evidenziando la necessità di responsabilità adeguate anche da parte dei funzionari del Comune di Crans-Montana, finora non indagati nonostante il grave deficit nei controlli di sicurezza.
Non ci posso credere… un’assurdità. Un pagamento di 200mila franchi per tornare libero? Nonostante la tragedia e il dolore delle famiglie, la Svizzera sembra interessata solo a coprire le sue responsabilità. Che schifo!!! E pensare che ci sono famiglie in pianto. La sicurezza non dovrebbe essere una barzelletta!!!