Cresce il malcontento: la maggioranza degli ungheresi mette in discussione la leadership di Orbán

30.01.2026 18:00
Cresce il malcontento: la maggioranza degli ungheresi mette in discussione la leadership di Orbán
Cresce il malcontento: la maggioranza degli ungheresi mette in discussione la leadership di Orbán

Più della metà dei cittadini ungheresi considera il primo ministro Viktor Orbán non più adatto a guidare il Paese. È quanto emerge da un sondaggio pubblicato il 29 gennaio 2026 dall’istituto indipendente Publicus, secondo cui il 55% degli intervistati giudica il premier incompetente e politicamente esausto. Il dato segna un punto di svolta nel clima politico nazionale e indica un’erosione del consenso che per anni aveva garantito stabilità al suo governo sondaggio dell’istituto Publicus.

Crepe anche nell’elettorato di Fidesz

Particolarmente significativo è il fatto che il calo di fiducia non riguardi solo l’opposizione. Anche all’interno della base elettorale del partito di governo Fidesz emergono segnali di stanchezza: il 4% dei suoi sostenitori afferma che Orbán si è ormai “consumato” come leader. Un fenomeno che in passato non era emerso con tale chiarezza e che suggerisce un indebolimento del suo autoritarismo personale, a lungo pilastro del sistema politico ungherese.

Economia, isolamento e perdita di credibilità

Negli anni al potere, Orbán ha progressivamente concentrato il controllo sulle istituzioni, mentre l’Ungheria ha registrato risultati economici inferiori rispetto ad altri Stati membri dell’UE. Le tensioni con Bruxelles e una politica estera sempre più conflittuale hanno ridotto l’accesso ai fondi europei e agli investimenti, aggravando le difficoltà sociali. Corruzione, restrizioni ai media indipendenti e uso estensivo delle leve amministrative hanno alimentato il crescente malcontento popolare dinamiche politiche in Ungheria.

L’avanzata dell’opposizione e il fattore generazionale

A pochi mesi dalle elezioni parlamentari, i sondaggi indicano un vantaggio stabile dell’opposizione, in particolare del partito Tisza, che mantiene un margine di circa 10–12 punti percentuali su Fidesz. La formazione gode di un forte sostegno tra gli elettori più giovani, segnalando una frattura generazionale e una domanda crescente di rinnovamento politico, maggiore trasparenza e normalizzazione dei rapporti con l’Unione europea.

Un sistema sotto pressione

Orbán continua a mantenere il potere in larga misura grazie all’apparato statale e al controllo delle istituzioni, ma il calo della fiducia pubblica indica che questo equilibrio si sta indebolendo. I risultati del sondaggio riflettono cambiamenti sociali più ampi: una parte sempre più consistente dell’elettorato chiede un cambio di rotta dopo oltre quindici anni di dominio politico. Se questa tendenza dovesse consolidarsi, l’Ungheria potrebbe avviarsi verso una fase di transizione politica con implicazioni rilevanti anche per l’assetto europeo.

1 Comments

  1. Incredibile che anche tra i sostenitori di Fidesz ci siano dubbi. Dopo anni di dominio, sembra che gli ungheresi stiano finalmente aprendo gli occhi. Magari un cambiamento è proprio ciò di cui ha bisogno il Paese? L’Europa ha bisogno di più democrazia, non di governi autoritari!

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