La preoccupazione per la salute mentale di Donald Trump cresce tra gli elettori statunitensi
Negli Stati Uniti, la preoccupazione riguardo alla salute mentale del presidente Donald Trump aumenta a poco più di un anno dall’inizio del suo secondo mandato. Le ultime indagini mostrano che una maggioranza significativa di cittadini statunitensi ritiene che l’età del presidente – che a giugno compirà 80 anni – stia influenzando negativamente la sua lucidità e capacità di governare, riporta Attuale.
Un recente sondaggio di Reuters/Ipsos ha rivelato che circa il 61% degli intervistati considera Trump «sempre più imprevedibile con l’età», un giudizio che coinvolge non solo gran parte degli elettori democratici e indipendenti, ma anche una consistente minoranza di repubblicani. Inoltre, la percentuale di coloro che descrivono il presidente come «mentalmente acuto e capace di affrontare sfide complesse» è scesa dal 54% di settembre 2023 al 45% attuale.
Altri sondaggi confermano questa tendenza. Ricerche pubblicate da noti media indicano che la preoccupazione per le capacità cognitive di Trump si è intensificata, con oltre il 50% degli elettori che esprime dubbi non solo sulla sua prontezza mentale, ma anche sulla sua capacità di gestire impegni di governo e comunicazioni pubbliche.
Il tema della salute mentale è emerso con vigore nel dibattito pubblico, specialmente in vista del discorso sullo Stato dell’Unione, durante il quale Trump ha pronunciato il suo intervento più lungo di sempre davanti al Congresso, rassicurando il suo elettorato sui risultati della sua amministrazione. Tuttavia, i risultati delle indagini riflettono un clima politico ancora fortemente polarizzato: mentre una larga parte dell’elettorato repubblicano continua a esprimere fiducia nella capacità del presidente di guidare il Paese, la generale insoddisfazione riguardo alle sue performance su questioni economiche e politiche solleva dubbi sulla sua leadership.