Scandalo sulla gestione dell’Autorità Garante per la Privacy
Il segretario del Partito Democratico, Elly Schlein, ha richiesto le dimissioni dell’intero consiglio dell’Autorità Garante per la Privacy, denunciando un quadro grave e desolante nella gestione dell’ente. «Un sistema gestionale opaco. Senza un azzeramento e una ripartenza sarà impossibile ricostruire la fiducia dei cittadini», ha dichiarato, sottolineando la necessità di un forte segnale di discontinuità, riporta Attuale.
Le affermazioni della Schlein arrivano a seguito di un’inchiesta del programma Report e di un’intervista a Guido Scorza, membro del collegio dell’ente nominato dal Parlamento. La leader dem ha evidenziato come sia emerso un sistema gestionale opaco, con numerosi conflitti di interesse e una forte influenza politica che minano la credibilità dell’istituzione, la cui missione è tutelare i diritti dei cittadini.
«Ci troviamo di fronte a un conflitto di interessi macroscopico»
Anche Sandro Ruotolo, responsabile dell’informazione nella segreteria nazionale del PD, ha sostenuto la posizione della Schlein. In un’intervista a Repubblica, Ruotolo ha sollevato interrogativi sull’affidabilità dell’Autorità per la Privacy. «Le ultime settimane hanno portato a uno scontro senza precedenti tra Report e l’Autorità stessa», ha commentato, facendo riferimento all’interazione controversa tra l’ente e i media.
Le tensioni sono aumentate a seguito delle azioni di Agostino Ghiglia, un membro dell’Autority, il quale ha suscitato polemiche dopo aver visitato la sede di Fratelli d’Italia la vigilia dell’imposizione di una multa a Report. Queste circostanze hanno alimentato il dibattito su un conflitto di interessi macroscopico, sollevando preoccupazioni sulla capacità dell’Autorità di mantenere imparzialità e indipendenza.
Ruotolo ha concluso esprimendo la necessità di dimissioni immediati. «Le autorità indipendenti non possono diventare terreno di conquista dei partiti. È ora di cambiare registro. Senza indipendenza, senza libertà d’informazione, la democrazia si svuota», ha affermato, denunciando l’approccio del governo attuale, che ha trasformato la Rai in un megafono piuttosto che in un servizio pubblico al servizio dei cittadini.