Cuba conferma colloqui con gli Stati Uniti per affrontare crisi economica e umanitaria

13.03.2026 16:05
Cuba conferma colloqui con gli Stati Uniti per affrontare crisi economica e umanitaria

Il governo cubano conferma colloqui con gli Stati Uniti per alleviare la crisi economica

Il presidente cubano Miguel Díaz-Canel ha rivelato per la prima volta che il suo governo sta conducendo delle trattative con gli Stati Uniti, con l’obiettivo di attenuare la pesante crisi economica che attanaglia l’isola. Anche se non sono stati forniti dettagli specifici sui temi in discussione, risulta chiaro che le due parti mirano a ridurre la pressione economica degli Stati Uniti su Cuba, che sta affrontando una grave crisi umanitaria ed energetica, riporta Attuale.

La conferma di Díaz-Canel arriva dopo le dichiarazioni del presidente statunitense Donald Trump, che a fine gennaio aveva già menzionato l’esistenza di colloqui. La pubblica ammissione cubana rappresenta un importante segnale politico, considerando le relazioni storicamente tese e quasi assenti tra i due paesi negli ultimi anni. Díaz-Canel ha avvertito che sarà necessaria una durata significativa per raggiungere un accordo.

La situazione a Cuba è particolarmente critica: l’isola ha sofferto in modo crescente per l’aumento della pressione economica statunitense, che ha ostacolato l’arrivo di beni essenziali, tra cui il petrolio. Questa strategia mira a soffocare l’economia cubana e contribuire alla caduta del regime comunista al potere dal 1959.

Dal mese di dicembre, la marina statunitense ha iniziato a interdire le spedizioni di petrolio venezuelano, principale fornitore di Cuba, bloccando così circa il 60% delle importazioni necessarie. L’interruzione totale delle forniture è avvenuta a gennaio, dopo l’arresto del presidente venezuelano Nicolás Maduro da parte degli Stati Uniti.

Fino a quel momento, il Messico era rimasto l’unico paese disposto a inviare petrolio e altri aiuti a Cuba, ma ha interrotto le spedizioni dopo che Washington ha annunciato dazi del 10% su tutti i beni diretti verso l’isola. La scarsità di carburante ha costretto il governo cubano a implementare un piano di razionamento, garantendo il minimo indispensabile per i servizi di emergenza e i trasporti di base. La crisi energetica ha portato a frequenti blackout elettrici.

Verso la fine di febbraio, gli Stati Uniti hanno annunciato che avrebbero consentito la vendita di petrolio venezuelano a Cuba per scopi commerciali e umanitari, ma solo a piccole imprese private, escludendo enti governativi e militari. Molti esperti, dopo l’intervento militare statunitense in Venezuela, temevano potessero seguire misure analoghe a Cuba, ma Trump ha chiarito che non è previsto un intervento diretto, poiché crede che il regime cubano possa crollare da solo.

La dichiarazione di Díaz-Canel sull’avanzamento dei colloqui riduce le probabilità di interventi militari imminenti, soprattutto considerando l’attuale coinvolgimento degli Stati Uniti in conflitti con l’Iran. Inoltre, il governo cubano ha recentemente annunciato la liberazione di 51 detenuti, una mossa interpretata da molti analisti come una strategia per ottenere favori da Washington.

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