Cuomo e Mamdani: i principali candidati alle primarie democratiche di New York

24.06.2025 13:05
Cuomo e Mamdani: i principali candidati alle primarie democratiche di New York

Le Primarie Democratiche a New York: Un Confronto tra Vecchia Guard e Nuova Generazione

Da un lato, abbiamo un veterano della politica che cerca un ritorno dopo vari scandali, dall’altra parte un giovane che presenta proposte audaci e slogan potenzialmente controproducenti per un buon numero di elettori. Oggi i cittadini di New York sono chiamati alle urne per decidere chi sarà il candidato del partito democratico alle elezioni comunali di novembre, riporta Attuale.

Il veterano in questione è Andrew Cuomo, 67 anni, ex governatore dello Stato dal 2011 al 2021, dimessosi in seguito a una serie di scandali che lo hanno colpito. Affronta accuse di molestie sessuali da parte di undici donne (sebbene sia stato scagionato cinque volte in tribunale) e ha avuto a che fare con un’inchiesta sulla gestione delle morti nelle residenze per anziani durante i mesi critici della pandemia da Covid. Cuomo, pentito di aver lasciato la carica, punta a una rivincita politica: si presenta come il candidato della sicurezza, promettendo la costruzione di mezzo milione di alloggi e una riduzione delle tasse per le famiglie a basso reddito. Ha ricevuto il supporto politico e finanziario dell’ex sindaco Mike Bloomberg ed è considerato il favorito nei sondaggi.

Il volto nuovo della competizione è Zohran Mamdani, 33 anni, attualmente deputato statale per il terzo mandato. Di origini indiane, nato in Uganda e cresciuto in Sudafrica, Mamdani si è trasferito a New York, dove è iscritto ai Democratic Socialists of America. È riuscito a mobilitare un «esercito di giovani sostenitori» attraverso una campagna elettorale online. La sua agenda include tasse più elevate per i super-ricchi (anche se il potere fiscale del sindaco è limitato), affitti stabilizzati per un milione di cittadini e passaggi gratuiti nei mezzi pubblici. Due figure emblematiche del partito a livello nazionale, Alexandria Ocasio-Cortez e Bernie Sanders, lo sostengono, ma parte dell’establishment democratico lo guarda con cautela: temono che le sue posizioni “eccessivamente di sinistra” possano alienare gli elettori moderati e fornire un’arma ai repubblicani attaccare l’apparente “estremismo” democratico. Inoltre, ha rilasciato dichiarazioni controverse riguardo al conflitto in Gaza, definendo le azioni di Israele come “genocidio” e lanciando un appello per “un’intifada globale”.

Le primarie si svolgeranno con un voto a scelta classificata, un sistema introdotto a New York nel 2021. Gli elettori classificano fino a cinque candidati preferiti. Se un candidato ottiene più del 50% dei consensi come prima scelta, vince al primo turno.

Se nessuno raggiunge esa soglia, il sistema del voto a scelta classificata entra in scena. Il conteggio dei voti viene effettuato tramite computer: dopo il primo turno, il candidato con il minor numero di voti sarà eliminato. Si esaminano a questo punto le schede di coloro che hanno classificato quel candidato come prima scelta per determinare chi hanno indicato come seconda scelta, e i voti sono ridistribuiti di conseguenza.

Questo processo di eliminazione continua fino a quando rimangono soltanto due candidati. Il candidato che ottiene il numero maggiore di voti alla fine risulta vincitore. Nel 2021, per esempio, ci vollero otto turni di scrutinio e ben due settimane di conteggio prima che Eric Adams potesse superare il 50%.

Attualmente, ci sono undici candidati in lizza per le primarie democratiche. Il sindaco in carica Eric Adams non partecipa a questa corsa: si candida come indipendente dopo essere stato inizialmente indagato nel 2023 e successivamente prosciolto ad aprile per corruzione. Sebbene sia un democratico, corre come indipendente. Il partito repubblicano ha già scelto il suo candidato, Curtis Sliwa, fondatore dei Guardian Angels.

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