Da via Poma all’Olgiata: la genetista svela il mistero dei cold case

21.06.2025 16:45
Da via Poma all'Olgiata: la genetista svela il mistero dei cold case

Marina Baldi: Una Vita Dedicata alla Genetica Forense

Roma, 21 giugno 2025 – Marina Baldi, genetista, ha affrontato casi di grande risonanza dalla storica vicenda Resinovich, al mistero di Pierina Paganelli, fino al caso dell’ignoto “mostro di Modena”. La sua carriera, iniziata nel 1983, si è sempre concentrata sulla genetica medica, indagando su malattie ereditarie e questioni di natura riproduttiva all’interno del suo laboratorio di biologia molecolare. Tuttavia, la notorietà è giunta quando ha deciso di immergersi nel complesso mondo della scena del crimine. Da diverso tempo, Baldi si occupa dei casi più controversi, affermando che “l’attrazione per l’investigazione affascina tutti, anche i professionisti del settore”, riporta Attuale.

In campo scientifico, tra i casi che l’hanno vista coinvolta non figurano i serial killer, ma la genetica forense non le è estranea.

“A volte, ritengo che parlare eccessivamente di certi argomenti possa nuocere alla psiche di persone fragili. Oggi, i giovani girano con un coltello già a 14 anni”, comenta con preoccupazione.

Errori nelle Indagini Ancorati nella Sottovalutazione

Baldi evidenzia che uno degli errori più comuni riscontrati nelle indagini è la sottovalutazione di alcune tracce. Tuttavia, fa notare che per ogni caso famoso costellato di errori, vi sono altri diecimila casi già risolti, ma di cui nessuno si interessa.

Il Ruolo della Scienza nell’Individuazione del Colpevole

“La scienza da sola non è sufficiente per determinare un colpevole”, afferma. “È fondamentale che venga integrata con le indagini tradizionali; l’evidenza scientifica è priva di valore se non contestualizzata nelle inchieste”.

Il Mistero che Resta Irrisolto

Riflettendo su un caso in particolare, Marina sembra rassegnata. “Per via Poma, riguardo all’omicidio Cesaroni, temo che resterà irrisolto per sempre, causando grande dolore a Simonetta e ai suoi genitori. Si trattava di un’epoca antecedente all’uso del DNA, e le misure preventive non erano adeguate, portando a palese confusioni. Riaprire il caso comporta sfide, tra cui il corretto conservazione dei reperti”.

Una Certainty Inesistente

“Non esiste alcuna certezza di arrivare a una soluzione”, dichiara Baldi. “Mentre le tecnologie per gli investigatori progrediscono, anche i criminali si evolvono, utilizzando guanti e altre coperture. Questo spesso compromette l’efficacia delle prove genetiche”.

Casi di Successo: La Risoluzione dell’Omicidio dell’Olgiata

“Uno dei successi notevoli è l’omicidio dell’Olgiata, avvenuto nella residenza della contessa Alberica Filo Della Torre, la cui risoluzione è stata possibile dopo trenta anni. Ho lavorato come consulente della famiglia, e la nostra opera ha portato a mettere in dubbio le conclusioni precedenti, dando nuova luce alle analisi. Abbiamo rinvenuto il DNA dell’ex maggiordomo che era stato licenziato poco prima del crimine”.

L’Analisi della Morte di Pasolini

Baldi ha contribuito anche a valutare le perizie legate alla morte di Pasolini. “Mi è stato richiesto di esprimere un giudizio su alcuni reperti conservati al Museo di Criminologia a Roma, dove erano stati trovati resti di DNA. La mia funzione consisteva nell’analizzare i risultati e il loro potenziale valore per la causa”, spiega.

Un Mistero Ancora Aperto

Esiste ancora un velo di mistero riguardo a quel delitto? “Sì, c’è chi potrebbe parlare oggi”, suggerisce.

L’Influenza dell’Effetto Garlasco

Marina Baldi crede nell’effetto Garlasco, riguardo a coloro che sostengono la propria innocenza, un aspetto che merita attenzione nella riapertura di indagini.

Il Ruolo Decisivo della Genetica

“La genetista può incastrare l’assassino”, conferma. “Ciò è certo, ma solo se il DNA si trova in un luogo inaspettato. In tal caso, le prove parlano chiaro”.

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