Dalia Rabin ricorda il padre Yitzhak: «Desiderava una pace giusta per Israele»

01.11.2025 23:55
Dalia Rabin ricorda il padre Yitzhak: «Desiderava una pace giusta per Israele»

Yitzhak Rabin rappresenta una figura cruciale nella storia di Israele. Il centro a lui dedicato, inaugurato nel 2005 nel parco Yarkon di Tel Aviv, è un simbolo della sua eredità. Questo spazio, situato tra una base militare e la sede dell’università, è descritto come una sintesi perfetta di Israele, una società in guerra ma anche protesa verso l’eccellenza. La figlia Dalia, che dirige il centro, afferma: «La nostra è una casa accogliente, aperta a tutti», riporta Attuale.

Il centro custodisce l’eredità di Rabin con un museo e una biblioteca, diventando un punto di incontro per le diverse sensibilità di Israele. Dalia sottolinea l’importanza di affrontare le controversie che caratterizzano la storia del paese: «Le controversie sono parte integrante del successo di Israele, della sua creatività e della sua ricchezza culturale». La missione del centro è non solo di ascoltare, ma di gestire il dialogo rispettoso.

Dalia spiega che il patto fondante di Israele riguarda la responsabilità reciproca, evidenziando l’importanza della solidarietà, specialmente nei momenti di crisi, come nella situazione degli ostaggi attualmente in corso. «Rafforzare l’esercito è sempre stato un obiettivo di mio padre, non perché amasse la guerra, ma perché amava Israele», afferma.

La sfida interna

Rabin assumeva un ruolo chiave nella politica israeliana dopo le dimissioni della premier Golda Meir nel 1974, quando vinse le primarie del partito laburista battendo Peres. Dalia ricorda il periodo di difficoltà e shock che seguì, dove il padre affrontò il compito di rigenerare la società israeliana. La sua politica di distensione verso gli stati arabi, iniziata negli anni ’90, ha portato all’importante memorandum d’intesa con l’Egitto nel 1975.

«Il bene di Israele era la sua priorità assoluta», continua Dalia. I biografi concordano sul fatto che Rabin era un uomo sincero, incapace di mentire. Questo principio di integrità ha guidato le sue scelte politiche, spesso difficili e rischiose.

Gli abbracci

Dalia riflette sull’eredità emotiva e la mancanza di un leader della statura di suo padre, affermando che molti israeliani, in particolare della sua generazione, hanno nostalgia di lui. «L’obiettivo del nostro centro è di parlare ai giovani e far capire loro il significato di quella stagione», spiega.

Rabin sognava «il giorno in cui tutti diremo addio alle armi», un sogno ancora irrealizzato. Tuttavia, Dalia insiste sull’importanza del messaggio del padre per una pace giusta per tutti in Israele, sottolineando la necessità di una separazione tra israeliani e palestinesi per disinnescare l’odio che il conflitto ha alimentato.

Concludendo la visita al centro, Dalia sottolinea la tragedia attuale degli ostaggi, come nel caso della giovane Eden Yerushalmi, rapita e uccisa dai terroristi di Hamas. In questo contesto, la memoria di Rabin risulta cruciale per navigare le sfide continue del conflitto.

1 Comment

  1. Che tragedia quella degli ostaggi… La memoria di Rabin sembra più che mai attuale, ma la sua visione di pace sembra così lontana. In Italia parliamo tanto di dialogo, ma qui la situazione è complicata. E la gente come Dalia ha un compito enorme… che fatica!

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