Attacchi a Kramatorsk: l’assalto russo continua tra droni e bombardamenti
Negli ultimi giorni, Kramatorsk in Ucraina ha subito pesanti bombardamenti russi, alimentati dalla minaccia costante di aerei russi e droni, con una strategia di attacco che sfrutta l’utilizzo di bombe a guida planante conosciute come Kab. Questo evento tragico è stato riportato da Daniele Raineri, che si trova attualmente in Ucraina per coprire la situazione nel Donbas, una delle aree più contese dalla guerra. Raineri utilizza articoli e la sua newsletter Outpost per fornire alle lettori uno sguardo dettagliato e personale sulla vita in quest’area, riporta Attuale.
Il 4 dicembre, Raineri ha descritto come, grazie a un canale Telegram, venga avvisato con un minuto di anticipo riguardo ai bombardamenti. Il messaggio “Kab in volo verso Kramatorsk” precede sempre le esplosioni, che si possono sentire distintamente. Le bombe a guida Kab, particolarmente devastanti, possono demolire un edificio di cinque piani con il loro carico esplosivo di duecento chilogrammi.
In compagnia del suo collaboratore Dima, Raineri osserva gli avvisi arrivare sul loro telefono, mentre Kramatorsk diventa un bersaglio costante. Alla quarta esplosione, la città rimane senza corrente elettrica, colpita duramente da una bomba che ha danneggiato le linee elettriche. Dima aveva detto un’ora prima che, anche senza riscaldamento, avevano almeno l’elettricità; ora, però, la situazione è cambiata drasticamente.
Le comunicazioni continuano a progredire tra le sirene degli attacchi aerei e i messaggi del canale Telegram. Le informazioni sui lanci russi arrivano senza tregua, e le difese aeree ucraine non possono fare nulla; le incursioni avvengono da posizioni troppo vicine. Raineri riferisce anche di attacchi da parte di droni Shahed, utilizzati dai russi per colpire edifici residenziali.
Il contesto geopolitico è altrettanto grave. Venerdì, il Wall Street Journal ha pubblicato un articolo imperdibile che suggerisce come l’amministrazione Trump negozi con i russi per accordi futuri relativi a gas e petrolio, mentre l’esperienza ucraina è soffocata da conversazioni commerciali inadeguate rispetto alla realtà della guerra. La continua violenza ha ridotto a zero la fiducia degli ucraini nei negoziati, colorando di cinismo il panorama diplomatico.
Nonostante le esplosioni e i report di distruzione, la vita a Kramatorsk continua a muoversi. Raineri descrive un momento di normalità in un fast food della città, dove lui e Dima trovano tranquillità nel consumare un pasto semplice, mentre le avvisaglie di attacco non accennano a fermarsi. I cittadini, nonostante la paura, restano e affrontano la dura realtà della loro esistenza quotidiana in una città che sembra essere diventata il simbolo della resistenza ucraina.