Dal 29 settembre al 3 ottobre 2025, il Regno di Danimarca chiuderà l’intero spazio aereo ai droni civili in occasione del Vertice della Comunità Politica Europea a Copenaghen. La decisione è stata presa dopo una serie di incursioni non autorizzate nei cieli danesi, considerate dal governo come attacchi ibridi mirati contro infrastrutture critiche. Il 26 settembre, diversi droni sono stati avvistati vicino a installazioni militari, incluso l’aeroporto di Karup, principale base aerea delle Forze Armate danesi, sia sopra la struttura sia oltre i suoi confini.
Cresce la minaccia dei droni e delle interferenze GPS in Europa
Tra il 22 e il 26 settembre 2025, droni sconosciuti sono stati avvistati sopra l’aeroporto di Copenaghen e altre cinque località danesi. Parallelamente, la servizio di controllo del traffico aereo tedesco (DFS) ha registrato nel periodo gennaio-agosto 2025 447 segnalazioni di interferenze o manipolazioni GPS, un incremento drastico rispetto ai 25 casi documentati due anni fa. Il fenomeno, noto come spuffing, è stato segnalato soprattutto nella regione del Mar Baltico e nei Paesi baltici, dove fonti esperte ritengono vi sia un coinvolgimento diretto della Russia. Questi episodi hanno interessato non solo l’aviazione ma anche la navigazione marittima, complicando operazioni portuali e rotte commerciali.
Autorità danesi denunciano attacchi sistematici
La premier danese Mette Frederiksen ha definito l’incursione dei droni «il più grave attacco alla nostra infrastruttura critica» e ha avvertito che la Danimarca è ora oggetto di una vera e propria guerra ibrida. Il ministro della Difesa Troels Lund Poulsen ha confermato che si tratta di un’azione coordinata con diversi tipi di droni, frutto di un pattern sistematico e non di un episodio isolato. «Danimarca deve prepararsi a fronteggiare un aumento di tali incidenti», ha affermato, richiamando l’attenzione sui recenti episodi registrati in altri Paesi europei. Il ministro della Giustizia Peter Hummelgør ha aggiunto che l’obiettivo di queste operazioni potrebbe essere «seminare paura e creare divisione nelle società dell’Europa occidentale».
Contesto e implicazioni per la sicurezza europea
Negli ultimi dodici mesi, numerosi Paesi occidentali hanno registrato un aumento di incidenti sospetti: interruzioni di cavi sottomarini, danneggiamenti di infrastrutture nel Mar Baltico, incendi misteriosi, esplosioni di pacchi e altri eventi anomali. Settembre 2025 segna un’escalation, con l’invio di decine di droni verso la Polonia, e ora la Danimarca si trova nel mirino di una nuova fase della guerra ibrida russa. Esperti segnalano che episodi come questo pongono sfide senza precedenti alla sicurezza aerea e alla sovranità nazionale, costringendo l’UE e la NATO a rivedere le strategie di protezione e risposta.
Reazioni politiche e prospettive future
Il capo dei servizi di sicurezza danesi, Finn Borch, ha confermato un aumento delle misure di sorveglianza, incluso l’impiego di elicotteri per intercettare droni sospetti. L’episodio danese evidenzia la crescente sofisticazione delle operazioni ibride e l’urgenza di un coordinamento internazionale per contrastare queste minacce. Per la Danimarca, la chiusura temporanea dello spazio aereo rappresenta una misura straordinaria, volta a garantire la sicurezza durante un evento diplomatico cruciale e a inviare un segnale forte di resilienza.