Israele uccide Ali Larijani, figura chiave del regime iraniano
Israele ha annunciato di aver eliminato Ali Larijani, uno dei leader più influenti del regime iraniano, considerato il vero successore di Ali Khamenei dopo la sua morte, avvenuta a seguito di un bombardamento israelo-americano all’inizio della guerra. La notizia è stata confermata da fonti iraniane martedì sera, riporta Attuale.
Dal coinvolgimento israeliano e statunitense nel conflitto, la leadership iraniana ha subito gravi perdite. Larijani aveva finora potuto contare su un certo grado di protezione, poiché era visto come un potenziale interlocutore nella diplomazia statunitense. Tuttavia, il suo atteggiamento deciso e le sue dichiarazioni aggressive hanno portato a una revisione della sua posizione. In passato, aveva minacciato direttamente l’ex presidente Donald Trump, avvertendolo di procedere con cautela.
Nonostante la sua morte, l’integrità del regime non è messa in discussione, grazie a una struttura governativa robusta progettata per resistere alle crisi. Tuttavia, la perdita di Larijani rappresenta un colpo significativo, data la sua esperienza politica e la sua capacità di mediazione tra le varie correnti del regime. Era in grado di influenzare le strategie di decision-making e di comunicazione dell’Iran, elementi fondamentali in un contesto di guerra.
Larijani, di 67 anni, era stato visto in pubblico per l’ultima volta venerdì scorso a una manifestazione a Teheran, dove la presenza di alti funzionari aveva il fine di mostrarsi forti e uniti nonostante le minacce esterne. Il regime ha usato eventi pubblici per comunicare una falsa impressione di sicurezza, consapevole che un attacco avrebbe potuto colpire anche molti civili.
Ricoprendo formalmente il ruolo di capo del Consiglio supremo di sicurezza nazionale, Larijani aveva accumulato potere, superando l’influenza del presidente Masoud Pezeshkian. Era responsabile dell’apparato repressivo dello stato e aveva condotto operazioni contro le proteste di massa nel gennaio scorso, senza precedenti nella storia recente dell’Iran.
Originario di una nota famiglia, Larijani ha avuto una carriera di lungo periodo nel governo iraniano. Partecipò alla guerra tra Iran e Iraq negli anni Ottanta, combattendo come comandante dei Guardiani della Rivoluzione. Successivamente, intraprese una carriera politica, diventando ministro della Cultura e direttore di IRIB, il monopolio della trasmissione televisiva statale.
È stato presidente del Parlamento per tre mandati, dal 2008 al 2020, e ha anche guidato il Consiglio di sicurezza nazionale dal 2005 al 2007. Si candidò alle elezioni presidenziali del 2005, vinte da Mahmoud Ahmadinejad, e nel 2021 tentò di presentarsi nuovamente, senza successo, a causa della pressione interna e delle sue connessioni all’estero.
Partecipò a negoziati cruciali sul nucleare iraniano nel 2015, cercando di presentarsi come un politico conservatore, ma pragmatico. Nel 2021, concluse un importante accordo con la Cina, fondamentale per l’economia dell’Iran, messa a dura prova dalle sanzioni. La sua influenza si estendeva anche oltre i confini iraniani, avendo ampliate interazioni diplomatiche in paesi come Libano, Siria e Russia, dove ha recentemente incontrato il presidente Vladimir Putin.