Danni a un cavo nel Baltico riaccendono l’allarme sulla sicurezza digitale nel Nord Europa

06.01.2026 11:15
Danni a un cavo nel Baltico riaccendono l’allarme sulla sicurezza digitale nel Nord Europa
Danni a un cavo nel Baltico riaccendono l’allarme sulla sicurezza digitale nel Nord Europa

Il 5 gennaio 2026 le autorità dei Paesi baltici hanno avviato un’indagine dopo il danneggiamento di un cavo sottomarino in fibra ottica nel Mar Baltico, al largo della costa lettone vicino alla città portuale di Liepāja. Il collegamento, di proprietà della società privata Polhem Infra, garantiva le comunicazioni internet tra Lettonia e Lituania con i Paesi scandinavi. L’incidente, che secondo le prime ricostruzioni potrebbe essere avvenuto il 2 gennaio, è stato individuato inizialmente a Vilnius e successivamente segnalato a Riga, come riportato dalla segnalazione sul danneggiamento del cavo nel Mar Baltico vicino a Liepāja. Le autorità lettoni hanno precisato che gli utenti non hanno subito interruzioni grazie al rapido reindirizzamento del traffico su altre rotte.

Indagine in corso e prime ipotesi ridimensionate

Nella fase iniziale dell’inchiesta, la polizia aveva ipotizzato un possibile coinvolgimento di una nave che stava manovrando nell’area dei cavi nel giorno dell’incidente. Non sono state rese note né la nazionalità dell’imbarcazione né eventuali misure adottate nei confronti dell’equipaggio. Successivamente, le autorità lettoni hanno comunicato di non aver trovato prove che colleghino direttamente quella nave ai danni riscontrati, mantenendo aperta l’indagine. Secondo quanto emerso anche dalle ricostruzioni sul danneggiamento del cavo ottico al largo della Lettonia, al momento non è possibile stabilire se l’episodio sia stato accidentale o il risultato di un’azione deliberata.

Una sequenza di incidenti che pesa sul contesto regionale

L’episodio si inserisce in una serie di casi analoghi registrati negli ultimi anni nel Mar Baltico, che hanno interessato infrastrutture di comunicazione ed energetiche. In diversi Paesi dell’Ue e della Nato cresce il sospetto che alcune di queste vicende possano essere riconducibili a strategie ibride russe, finalizzate a creare incertezza e pressione politica senza ricorrere a un confronto militare diretto. Tra i precedenti più rilevanti figurano i danni al gasdotto Balticconnector e al cavo elettrico Estlink 2 nel Golfo di Finlandia, che hanno rafforzato la percezione di vulnerabilità delle infrastrutture critiche, come ricordato anche nell’analisi sul cavo danneggiato tra Lituania e Lettonia.

La risposta di Nato e Paesi baltici alle minacce ibride

Alla luce di questi eventi, diversi Paesi della Nato hanno avviato la missione “Baltic Sentry”, con pattugliamenti mirati nelle aree più sensibili del Mar Baltico per proteggere cavi e condotte sottomarine. L’Alleanza considera ormai la difesa delle infrastrutture subacquee parte integrante della sicurezza collettiva. Per i Paesi baltici, l’incidente vicino a Liepāja rappresenta un ulteriore richiamo alla necessità di investire in sistemi di protezione, monitoraggio e allerta precoce, oltre a rafforzare i meccanismi di cooperazione internazionale.

Attribuzione complessa e rischi di escalation silenziosa

Nonostante il contesto politico e di sicurezza alimenti sospetti, al momento mancano prove giuridicamente confermate che colleghino il danneggiamento del cavo a un’azione intenzionale di Mosca. La difficoltà di attribuire rapidamente la responsabilità in casi che si collocano nella “zona grigia” tra incidente e sabotaggio complica l’applicazione del diritto internazionale e di eventuali risposte collettive. Allo stesso tempo, l’assenza di una reazione chiara e tempestiva rischia di incoraggiare ulteriori episodi, rendendo la protezione delle infrastrutture digitali una priorità strategica per l’intero Nord Europa.

1 Comments

  1. Che cosa strana, questo episodio sembra un film! 🙄 È incredibile come eventi del genere possano avvenire nel Mar Baltico, per di più che ci sono dubbi su azioni deliberate. Spero che riescano a fare chiarezza, non è mai bello vivere nell’incertezza… E noi in Italia pensiamo di essere i più complicati!

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