Dazi, l’Italia è la più colpita delle economie europee

19.07.2025 10:05
Dazi, l'Italia è la più colpita delle economie europee

Analisi della situazione commerciale dell’Italia

La difficile posizione commerciale dell’Italia

L’Italia si trova attualmente in una condizione complessa, poiché gli Stati Uniti stanno irrigidendo progressivamente la loro posizione nei negoziati commerciali. Il Paese subisce maggiormente i dazi imposti da Donald Trump e la svalutazione del dollaro rispetto alla media europea e ad altre economie principali, riporta Attuale.

Stando ai dati più recenti forniti dal Census Bureau americano e dall’amministrazione doganale cinese, il “made in Italy” sta vivendo attualmente un periodo di difficoltà superiore rispetto al resto dell’Unione Europea. Nel mese di maggio, il secondo mese in cui si applicano i dazi al 10% – accompagnati dal 25% per il settore automobilistico, l’acciaio e l’alluminio – le vendite italiane sono diminuite del 9,2% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, mentre la Germania ha registrato un calo del 3,6%. Contrariamente, la Francia ha visto un incremento modesto, e mediamente l’Unione Europea ha guadagnato un 12,3%.

Non ci sono segnali migliori sul fronte cinese. Dopo la prima metà del 2025, l’export italiano verso la Cina è calato del 9,2%, mentre i dati per la Germania e la media europea mostrano una diminuzione appena sopra il 5%. Anche in questo caso, l’Italia sembra essere in una posizione leggermente più svantaggiata rispetto al resto dell’Europa, che sta già affrontando le proprie difficoltà.

I dazi e il rialzo del valore dell’euro sul dollaro, che dall’inizio dell’anno ha visto un incremento di circa il 14%, rendono i prodotti italiani meno competitivi, impattando anche gli scambi con la Cina, il cui cambio segue le fluttuazioni del dollaro. In un recente incontro al G20 di Durban, Giancarlo Giorgetti ha espresso preoccupazione per l’incertezza economica e le persistenti tensioni commerciali che influenzano le nostre economie. Ha evidenziato come l’indebolimento del dollaro stia contribuendo a un ulteriore aggravio a causa dei dazi.

Le trattative con Washington non sembrano andare verso una risoluzione semplice. Donald Trump sta testando la resilienza europea nel tentativo di ottenere il massimo senza incorrere in ritorsioni da Bruxelles, che sarebbero inevitabili se i dazi dovessero raggiungere il 30% minacciato a partire dal primo agosto. Secondo Luisa Santos di BusinessEurope, “con un’imposizione del 30% e la svalutazione del dollaro perderemmo l’accesso al mercato americano e tutto diventerebbe possibile.”

In questo contesto, sembra che la Casa Bianca stia proponendo tariffe tra il 15% e il 20% (superiori a quelle trattate fino a una settimana fa) e del 25% sui veicoli. “Le maggiori entrate fiscali generate dai dazi sono già state incluse nelle stime del Tesoro Usa, quindi annullarle sarà più complesso,” osserva Penelope Naas, ex alto funzionario del Dipartimento del Commercio americano, attualmente affiliata al German Marshall Fund. “Dopo un eventuale accordo, la Casa Bianca tornerà a chiedere di più. L’Europa deve sfruttare questa opportunità per sanare le proprie vulnerabilità,” aggiunge Naas.

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