Dazi, Ue in conflitto sull’intesa. Bayrou: «Un giorno buio», per Sánchez è il miglior accordo

28.07.2025 23:05
Dazi, Ue in conflitto sull'intesa. Bayrou: «Un giorno buio», per Sánchez è il miglior accordo

Reazioni all’accordo tra UE e USA: il pessimismo di Bayrou

PARIGI – Dopo una reazione inizialmente positiva da parte del cancelliere tedesco Friedrich Merz, il resto dell’Europa ha mostrato un’accettazione a malincuore degli sviluppi recenti. In particolare, il primo ministro francese François Bayrou ha espresso il suo pesante disappunto, affermando su X che «è un giorno buio» per l’Europa, in un contesto che vede il continente cedere a una sorta di sottomissione agli Stati Uniti, riporta Attuale.

La scelta di parole di Bayrou ha suscitato ironia tra i commentatori, con alcuni che hanno messo in dubbio la sua capacità di guidare il governo. Critiche sono arrivate anche da parte di Laurent Jacobelli, del Rassemblement national, il quale ha messo in evidenza l’apparente impotenza di Bayrou nel prevenire quella che considera una resa da parte dell’Europa agli interessi statunitensi.

Durante una conferenza stampa a Bruxelles, il negoziatore per la UE, Maros Sefcovic, ha difeso l’accordo, sostenendo che le condizioni raggiunte rappresentano il miglior risultato possibile. Tuttavia, il silenzio di Macron e Tusk sulla questione ha alimentato ulteriormente il dibattito sull’efficacia della leadership europea in questo frangente.

Diverse reazioni in Europa pongono l’accento su un aspetto positivo dell’accordo: esso rimuove l’incertezza economica. Benjamin Haddad, ministro per gli Affari europei, ha sottolineato che l’accordo potrebbe portare a misure per tassare i servizi digitali americani, ora sempre più urgenti.

Marine Le Pen ha criticato aspramente l’intesa, definendola un «fiasco politico ed economico». Al contrario, il premier spagnolo Pedro Sánchez ha difeso l’accordo, seppur senza entusiasmo, mentre Viktor Orbán ha mostrato soddisfazione per un intesa che considera deficitaria rispetto all’accordo tra Stati Uniti e Gran Bretagna.

Le previsioni economiche, come quelle elaborate dal Kiel Institute for the World Economy, prevedono che un’aliquota del 15% possa generare perdite sul PIL tedesco superiori a quelle complessive dell’Unione. Sebbene Francia e Italia possano risultare meno colpite, le stime non considerano eventuali esenzioni settoriali.

La rapidità con cui Merz ha cambiato tono, esprimendo insoddisfazione per l’accordo, ha messo in evidenza le incertezze che circondano questa intesa. La reazione dell’Europa dimostra la sfida costante di bilanciare gli interessi nazionali con quelli comuni, in un contesto in cui la leadership politica si trova di fronte dilemmi significativi.

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