Decine di migliaia di palestinesi lasciano Gaza dopo l’ingresso dell’esercito israeliano nella città

17.09.2025 10:35
Decine di migliaia di palestinesi lasciano Gaza dopo l'ingresso dell'esercito israeliano nella città

Continuano le Fuga di Civili da Gaza Dopo l’Invasione Israeliana

Decine di migliaia di civili palestinesi stanno continuando a lasciare la città di Gaza, dopo che martedì l’esercito israeliano è entrato via terra nella città con l’obiettivo di conquistarla e occuparla interamente, riporta Attuale.

Gaza è la città più popolosa della Striscia. Dall’inizio della guerra, a ottobre del 2023, è stata bombardata costantemente, ma finora Israele aveva in buona parte evitato di entrarci per timore che lì fossero detenuti gli ostaggi israeliani; secondo le stime israeliane, a Gaza ci sarebbero ancora circa 50 ostaggi, di cui 20 in vita. Prima della guerra, la città era abitata da circa un milione di persone. Il 9 settembre, l’esercito israeliano ha ordinato a tutti di andarsene, e secondo le sue stime circa 400mila persone l’hanno fatto.

L’esercito israeliano aveva ordinato alla popolazione locale di rifugiarsi ad al Mawasi, nel sud della Striscia, una zona definita “sicura” ma che è stata bombardata più volte, causando vittime tra i civili e la distruzione di infrastrutture. Per i palestinesi che lasciano la città di Gaza non c’è attualmente un posto sicuro dove rifugiarsi. Molti erano già fuggiti a sud all’inizio del conflitto, ritornando a Gaza a gennaio, dopo il cessate il fuoco tra Israele e Hamas, successivamente violato da Israele a marzo.

Alaa, una donna palestinese, ha raccontato a BBC News che nei mesi scorsi era stata sfollata a Khan Yunis e a Rafah, prima di tornare a Gaza. «È umiliante rivivere questo viaggio da capo. Mi sento così disperata», ha detto. Ha spiegato che stava lavorando quando martedì sono iniziati i bombardamenti israeliani, seguiti da volantini che ordinavano alla popolazione di spostarsi verso sud, impiegando otto ore per raggiungere il centro della Striscia di Gaza invece dei 25 minuti circa necessari prima della guerra.

«Siamo tutti terrorizzati», ha dichiarato Montaser Bahja, un ex insegnante, al New York Times, mentre si trova rifugiato nella parte ovest della città di Gaza. «La morte sarebbe più compassionevole rispetto a quello che stiamo passando». Umm Muhannad, madre di cinque figli, ha raccontato di aver lasciato il campo profughi di Shati: «Siamo andati via senza nulla, solo i vestiti che indossavamo. Non abbiamo avuto tempo di prendere niente», ha aggiunto a Haaretz. «I bambini piangono per la fame e per la paura, e dormono all’aperto. Il cielo è il nostro tetto».

Essam Shawa, un falegname di 40 anni, ha dichiarato a BBC News di aver lasciato Gaza a piedi con la sua famiglia, dirigendosi verso Deir al Balah. Spiega che il viaggio è durato 12 ore, con brevi pause. «Siamo andati via senza nemmeno prendere i nostri effetti personali. È stato miracoloso riuscire a sopravvivere ai bombardamenti al Tuffah e uscire», ha riferito. Molti altri sono ancora bloccati nel quartiere a causa dei continui bombardamenti.

In un’altra testimonianza, l’infermiera Hanaa Almadhoun sta cercando di far uscire dalla città i suoi tre figli. Ha dichiarato a BBC di attendere un camion per trasferirli in altre zone della Striscia, disposta a pagare circa 800 euro ai trasportatori. Nel frattempo, intende rimanere a Gaza per continuare il suo lavoro. «È pericoloso, ma le condizioni di lavoro richiedono la nostra presenza».

– Leggi anche: Com’era la città di Gaza prima della guerra, e com’è oggi

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