Preoccupazioni per le minacce terroristiche: l’Italia non è in guerra
Forte preoccupazione per le minacce terroristiche in Europa, ma l’Italia non è in guerra e non vi entrerà. Questo il messaggio principale emerso dal Consiglio supremo di difesa, presieduto dal Capo dello Stato Sergio Mattarella. Il Consiglio ha ribadito quanto dichiarato dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni in Parlamento, sottolineando l’importanza di «ricercare e sostenere ogni sforzo che riporti in primo piano la via negoziale e diplomatica», riporta Attuale.
Durante l’incontro, durata due ore e mezza, i membri hanno espresso «grande preoccupazione» per gli «effetti destabilizzanti» legati ai rischi di attacchi terroristici anche sul territorio europeo, compresa l’Italia. È stata sollecitata Israele a «astenersi da reazioni spropositate» in risposta alle azioni di Hezbollah, considerate «comunque inaccettabili». Inoltre, i raid israeliani contro il contingente Unifil, sotto comando italiano, sono stati definiti inammissibili. In questo contesto, preoccupa anche l’attacco a Erbil, che ha portato a un ritiro parziale del contingente italiano.
All’incontro hanno partecipato, oltre a Mattarella, il segretario generale Ugo Zampetti, il consigliere per gli Affari del Consiglio supremo, Francesco Saverio Garofani, oltre ai ministri Tajani, Crosetto, Piantedosi, Giorgetti, Urso, il sottosegretario Mantovano e il capo di Stato maggiore della difesa, il generale Luciano Portolano.
Bene il metodo Meloni in Parlamento
Il Consiglio ha evidenziato che «nell’attuale contesto di instabilità» aggravato dall’aggressione della Russia all’Ucraina, è necessario sostenere ogni iniziativa che riporti in primo piano la via negoziale e diplomatica. Si è plaudito alla risoluzione di maggioranza votata in Parlamento e si è sottolineato che in caso di richieste da parte di Usa e Israele è «fondamentale un passaggio alle Camere».
Cooperazione con l’Unione Europea
Il Consiglio ha indicato la necessità di «operare insieme a Francia, Germania e Regno Unito» per coordinare iniziative volte alla difesa degli interessi comuni e alla sicurezza più generale. Questa cooperazione è particolarmente rilevante a fronte dell’allerta per i missili lanciati verso Cipro, territorio europeo, e verso la Turchia, territorio NATO, tutti intercettati dalle difese NATO. Inoltre, il Consiglio ha valutato gravi le azioni dell’Iran che ostacolano la libera navigazione nello Stretto di Hormuz, ribadendo che «come sempre, il prezzo più alto lo pagano le popolazioni civili», con numerose vittime e centinaia di migliaia di cittadini evacuati dalle zone del Sud del Libano e dalle aree sciite di Beirut.