L’urgente necessità di un piano energetico nazionale in Italia amid le crisi globali

13.03.2026 10:15
L'urgente necessità di un piano energetico nazionale in Italia amid le crisi globali

La crisi energetica in Italia e il ruolo del nucleare

La guerra in Iran riporta al centro una questione che l’Italia preferisce dimenticare finché non esplode una crisi: l’energia. Ogni conflitto nel cuore delle rotte petrolifere fa scattare l’allarme sui prezzi. In Italia però l’allarme diventa emergenza permanente, perché partiamo da una posizione molto più fragile rispetto alla maggior parte dei partner europei, riporta Attuale.

Non è sfortuna. È il risultato di trent’anni di scelte mancate. Nessun governo ha costruito un vero piano energetico nazionale capace di garantire tre cose essenziali: autonomia, prezzi sostenibili e sicurezza degli approvvigionamenti. Si è preferito navigare a vista, inseguendo mode politiche, veti locali e paure collettive. Il conto arriva sempre dopo. E adesso è arrivato.

L’errore più grave è stato l’abbandono del nucleare: una fonte stabile, priva di emissioni e capace di produrre energia a costi competitivi. Francia e Spagna non lo hanno smantellato. Hanno continuato a investirvi e, nello stesso tempo, hanno costruito rigassificatori che permettono di comprare gas sul mercato globale senza restare ostaggi dei gasdotti. In Italia invece si è detto no a tutto: nucleare, rigassificatori, estrazione di gas nazionale. Il paradosso è che oggi alcuni protagonisti di quelle campagne denunciano il caro energia o suggeriscono di tornare al gas russo. Una memoria selettiva che spiega perché le nostre bollette restano tra le più alte d’Europa.

La storia insegna. Negli anni Ottanta il gas dal Sahara portò in Italia forniture algerine a prezzi competitivi. Enrico Mattei sostenne quella scelta perché temeva che il gas sovietico potesse trasformarsi in una leva politica. I fatti gli hanno dato ragione. Nel mondo attraversato da guerre e tensioni energetiche l’improvvisazione è un rischio strategico. L’Italia ha bisogno di una rotta chiara: più rigassificatori, sviluppo delle risorse nazionali, meno burocrazia per le rinnovabili e ritorno al nucleare di nuova generazione. Chi non pianifica resta dipendente. E chi dipende paga sempre il prezzo più alto.

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