Decy Rodríguez, ex vice di Maduro, rifiuta l’offerta di Trump e promette di difendere il Venezuela

04.01.2026 22:55
Decy Rodríguez, ex vice di Maduro, rifiuta l'offerta di Trump e promette di difendere il Venezuela

Venezuela: Decy Rodríguez respinge le pressioni americane

DALLA NOSTRA INVIATA
BOGOTÀ – La breve intesa tra Donald Trump e la neopresidente ad interim del Venezuela, Decy Rodríguez, è giunta al termine. Il presidente americano ha avvertito: «Se non fa ciò che è giusto, pagherà un prezzo molto alto, probabilmente più alto di quello di Maduro», in risposta al rifiuto della leader di avviare la transizione politica nel Paese sudamericano, riporta Attuale.

L’avvocata ed ex vice di Maduro, alla quale la Corte Suprema del Venezuela ha conferito «tutti i poteri, i doveri e le facoltà» necessari per garantire la continuità amministrativa della nazione, ha rifiutato fermamente l’«offerta» dell’amministrazione Trump. Questa era disposta a collaborare, purché venissero soddisfatti gli obiettivi statunitensi, tra cui l’apertura agli investimenti americani nelle immense riserve petrolifere del Venezuela.

In una sconcertante dichiarazione dopo una telefonata di sabato con il segretario di Stato Marco Rubio, Rodríguez ha ribadito che Maduro è l’unico leader legittimo del Venezuela, richiedendo la sua immediata liberazione. «Siamo pronti a difendere le nostre risorse naturali», ha affermato durante una riunione del Consiglio di difesa, supportata dai vertici militari e dal potente ministro dell’Interno, Diosdado Cabello, che le ha assicurato la propria lealtà.

Il patto civico-militare che ha dominato per decenni il Venezuela sembra voler resistere alle pressioni americane, affidandosi alla figura di questa minuta cinquantaseienne, simbolo moderato del regime chavista e prima donna a guidare il Paese.

Rodríguez ha una storia politica legata alla tragica fine del padre, Jorge Antonio Rodríguez, fondatore della Lega Socialista, morto nel 1976 sotto tortura da parte della polizia politica venezuelana. Laureata in giurisprudenza all’Universidad Central del Venezuela, ha ampliato i suoi studi in Europa, per poi tornare a Caracas e servire la Rivoluzione Bolivariana come diplomatica e ministra sotto Hugo Chávez e Maduro.

Negli ultimi anni, ha collaborato strettamente con Maduro, ricevendo incarichi sempre più strategici. Secondo indiscrezioni emerse nel 2025, lei e suo fratello Jorge, presidente dell’Assemblea Nazionale, avrebbero tentato di proporsi come un’alternativa più accettabile per Washington rispetto all’attuale regime, attraverso proposte per un ‘Madurismo senza Maduro’.

Attraverso intermediari in Qatar, si crede che abbiano cercato di convincere la Casa Bianca che una transizione pacifica potesse essere realizzabile, mantenendo inalterato l’apparato governativo esistente. Tuttavia, queste negoziazioni hanno richiesto un esilio tranquillo per Maduro in cambio della riapertura del settore petrolifero ai capitali statunitensi.

Resta da capire se l’affare sia realmente caduto per il blocco di Rubio o se si tratti di una semplice questione di tempo prima di un nuovo approccio da parte delle forze in gioco. Delcy è vista come una stratega capace, ma sarà vitale per lei mantenere il supporto dei leader militari e di Cabello. Finora, ha dimostrato un’abilità nell’adattarsi alle complessità della rete di potere chavista.

Jorge e Delcy Rodríguez hanno a lungo rappresentato pilastri dell’élite governativa in Venezuela, essendo stati accusati di gestire le finanze del Cartello dei Soli. Nel agosto del 2024, Delcy è stata nominata ministra degli Idrocarburi, diventando una figura chiave nel panorama economico del Paese, le cui trattative su gas e petrolio si svolgono sotto la sua direzione. Trump è cosciente del potere che detiene.

1 Comment

  1. Non so come faccia a resistere a Trump, ma sembra che Decy Rodríguez sia decisa a proteggere il Venezuela. Che situazione assurda… eppure la politica è sempre piena di colpi di scena. In Italia dovremmo imparare a gestire meglio i nostri rapporti, invece di cedere così facilmente.

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