Risvolti sull’omicidio di Chiara Poggi: nuove analisi in corso
Garlasco, 10 luglio 2025 – “Era già noto, si tratta esclusivamente del sangue di Chiara”. Così Marzio Capra, consulente della famiglia Poggi, commenta le recenti analisi effettuate durante l’incidente probatorio avviato per la riapertura dell’indagine sul delitto di Garlasco, avvenuto il 13 agosto 2007, riporta Attuale.
“Sono necessari ulteriori approfondimenti – aggiunge Capra – per scrupolo, in quanto è importante non fermarsi al primo risultato, il quale deve essere ripetibile per essere considerato scientificamente valido. Esistono inoltre tracce minime di possibile inquinamento, le quali non sono interpretabili né significative”. Le analisi si sono concentrate, in particolare, su un frammento del tappetino del bagno calpestato dal killer con le suole contaminate dal sangue di Chiara Poggi, insieme ai tre portatampone autoptici e ad altre tracce ematiche rilevate sui gradini dove la giovane venne trovata senza vita.
“Anche nel tappetino – precisa Capra – era già stato riscontrato il sangue di Chiara, confermando così la ricostruzione dell’omicidio e delle fasi immediatamente successive, quando l’assassino entra nel bagno. Due campioni presentavano esiti incerti, pertanto sono state richieste nuove analisi che, fino ad ora, non cambiano nulla rispetto a ciò che era già stato stabilito”. Non sono stati rilevati, almeno nei primi risultati, profili di Dna maschile. “Si conferma – commenta l’avvocato Massimo Lovati, che insieme alla collega Angela Taccia rappresenta l’indagato Andrea Sempio – quanto era già emerso nel passato. Il sangue, il tappetino, i rifiuti con il Fruttolo: è tutto fumo. Ora – aggiunge – ci rimettiamo all’analisi del Dna raccolto sotto le unghie di Chiara: era da lì che era iniziato l’incidente probatorio e da qui ripartiamo”.
Nell’ultimo incontro avvenuto venerdì scorso con esperti e legali delle parti coinvolte, la genetista Denise Albani, nominata perito dal Gip assieme al dattiloscopista Domenico Marchigiani, ha specificato che richiederà i “dati grezzi” al perito che esaminò il materiale nel 2014, Francesco De Stefano, il quale aveva concluso con l’inutilizzabilità dei due profili maschili, considerati troppo esigui e degradati. Tuttavia, le consulenze della difesa di Stasi e della Procura hanno poi rivalutato quelli stessi grafici e li hanno ritenuti utilizzabili, uno dei quali compatibile col Dna di Sempio.
“Ho avuto modo di visionare quei dati grezzi – ricorda Marzio Capra, che aveva preso parte anche a quella perizia nell’Appello-bis, sfociata nella condanna di Alberto Stasi poi confermata dalla Cassazione – non sono sicuro che il professor De Stefano abbia conservato tali dati. Attendiamo la risposta del perito. Sono solo un consulente della parte e la memoria può ingannare, ma alla luce di quanto osservato nel corso della perizia, non contestata da alcuna delle parti, sono certo che anche questi risultati non varieranno”.