Riflessi di Dimissioni nel Panorama Politico Italiano
Le recenti dimissioni di alcuni membri del governo italiano, tra cui Delmastro, Bartolozzi, Santanchè e Gasparri, riportano alla luce un gesto che, negli ultimi tempi, sembrava diventato obsoleto: il ritiro dal proprio incarico. Contemporaneamente, anche Cesare Parodi, presidente dell’Anm, ha annunciato le sue dimissioni, chiarendo che le sue motivazioni erano di natura familiare. Tuttavia, le dimissioni degli altri ricordano la definizione di Ambrose Bierce nel suo ‘Dizionario del diavolo’: “Volontaria rinuncia a qualcosa di cui siamo stati privati con la forza”, riporta Attuale.
Un aspetto notevole riguarda la performance di Daniele Santanchè, figura controversa ma indubbiamente carismatica, capace di tener banco nell’attenzione mediatica. Santanchè, per un’intera giornata, ha giocato con l’idea delle sue dimissioni, apparentemente indecisa sul da farsi, pur lasciando intendere che queste non erano una sua scelta spontanea. Poteva ispirarsi a Winston Churchill, che una volta disse: “Ho dato le dimissioni ma le ho rifiutate”.
È interessante notare che, in generale, le dimissioni sono una delle rare situazioni in cui il potere sembra logorare i suoi detentori, portandoli spesso a rinunciare. Léon Gambetta, durante lo scontro con Patrice de Mac-Mahon, il maresciallo di Francia, proclamò: “Sottomettersi o dimettersi”, indicandone le implicazioni politiche e personali. In effetti, Mac-Mahon scelse la via delle dimissioni in quell’occasione.
Le dimissioni sono rari casi in cui il politico riconosce il proprio sollievo: “Per quel che riguarda la Presidenza, i due giorni più felici sono stati quelli del mio ingresso in ufficio e delle mie dimissioni”, disse Martin van Buren, ottavo presidente degli Stati Uniti. Un’asserzione piuttosto insolita nel panorama politico italiano, dove normalmente si è disposti a sacrificare quasi tutto, tranne le dimissioni.
Oltre a ciò, non si può escludere che dietro a queste dimissioni ci siano calcoli politici o manovre strategiche. Rimanendo alla tradizione francese, c’è un proverbio che recita: “reculer pour mieux sauter”, suggerendo che a volte è meglio fare un passo indietro per avvantaggiarsi in un salto in avanti. Tuttavia, appare chiaro che le recenti dimissioni nel contesto politico italiano non sono avvenute per volontà libera dei dimissionari. Come affermò Margaret Thatcher dopo il suo allontanamento dal numero 10 di Downing Street: “La casa è quel posto dove torni quando non hai niente di meglio da fare”.