Depressione e nutraceutica: un nuovo approccio nella salute mentale in Italia

30.08.2025 15:05
Depressione e nutraceutica: un nuovo approccio nella salute mentale in Italia

Salute mentale: l’emergenza e le nuove frontiere della nutraceutica in Italia

Milano, 30 agosto 2025 – La salute mentale si configura sempre più come un’emergenza silenziosa in Italia, con la nutraceutica che emerge tra le nuove frontiere del settore, 47 anni dopo la chiusura dei manicomi. “Quel settore è in grandissima espansione,” afferma Federico Baranzini, psichiatra esperto nel trattamento di giovani e anziani, riporta Attuale.

Secondo Baranzini, i disturbi quali la depressione (17%) e l’ansia (14%) dominano le statistiche. Il Consiglio d’Europa ha recentemente sottolineato che nel primo anno della pandemia, a livello globale, si è registrato un aumento del 25% nei disturbi mentali, mentre i casi di solitudine nell’Unione Europea sono aumentati del 22% dopo il Covid. “No, il mondo non sta impazzendo,” assicura lo psichiatra, “ma oggi siamo certamente più attenti, anche dal punto di vista metodologico e della ricerca.” I metodi diagnostici sono affinati, permettendo una diagnosi più precisa dei disagi.

Il nuovo Piano nazionale salute mentale, recentemente approvato dal ministro Orazio Schillaci, pone l’accento sulla diagnosi precoce e sull’importanza di campagne scolastiche per identificare il disagio prima che si manifesti, precisa Baranzini.

Per quanto riguarda le terapie, lo psichiatra evidenzia la sua esperienza da clinico: “Proponendo alternative ai farmaci tradizionali, spiazzo i miei pazienti. Molti richiedono medicinali, ma ciò che propongo è un approccio più psicologico.” Questa strategia di cura può includere la nutraceutica e i fitoterapici, che esprimono una crescente popolarità, con un congresso dedicato che si terrà a Milano in ottobre. L’approccio potrebbe coinvolgere l’uso di fitofarmaci come la passiflora e lo zafferano, offrendo modi più delicati per affrontare determinate condizioni.

Inoltre, sta guadagnando attenzione la pratica della prescrizione sociale, che comprende attività fisiche e sociali, considerate come una forma di medicina. “Prescrivo spesso attività di aggregazione, specialmente per gli anziani,” spiega Baranzini, “dove il primo problema non è la malattia, ma la solitudine.”

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