I processi a Los Angeles potrebbero dimostrare che i social danneggiano la salute mentale come le sigarette

16.03.2026 10:05
I processi a Los Angeles potrebbero dimostrare che i social danneggiano la salute mentale come le sigarette

Il «momento Big Tobacco» dei colossi social

Kaley, una ragazza che utilizza i social media da quando aveva otto anni, ha avviato una causa legale contro Meta e Google, sostenendo che la sua dipendenza dai social ha causato condizioni di salute mentale come ansia e depressione. Durante il processo avvenuto a Los Angeles, Kaley ha rivelato di trascorrere ore su Instagram ogni giorno, dichiarando che l’uso eccessivo della piattaforma le ha compromesso i rapporti familiari e sociali, riporta Attuale.

La causa rappresenta un caso esemplare in un contesto legale che potrebbe avere ripercussioni significative per il settore. La corte dovrà decidere se le piattaforme social sono responsabili per la gestione della dipendenza degli utenti. Un momento critico che richiama il passato dei produttori di sigarette americani, che furono costretti a riconoscere la pericolosità dei loro prodotti negli anni ’90.

Il processo ha attirato una notevole attenzione mediatica, con genitori che hanno perso i figli a causa dei problemi di salute mentale attribuiti all’uso dei social media. Uno di questi genitori ha dichiarato di ritenere Instagram particolarmente colpevole per aver esposto sua figlia a contenuti dannosi, affermando che la società ha nascosto ricerche sui rischi associati alla piattaforma.

Se i giudici stabiliranno che i social sono progettati per creare dipendenza, si apriranno le porte a risarcimenti per milioni di utenti. Questo caso potrebbe segnare un cambiamento radicale, simile a quello avvenuto con le cause contro le aziende del tabacco, potenzialmente rivisitando le responsabilità delle piattaforme e le modalità di gestione della salute mentale dei loro utenti.

La conduttrice della causa, Kaley, al termine delle udienze ha affermato di sentirsi «inguardabile» e di utilizzare i filtri di bellezza per apparire come vorrebbe. Durante il processo, Adam Mosseri, il responsabile di Instagram, ha negato che l’uso eccessivo della piattaforma corrisponda a una dipendenza, trasferendo piuttosto la colpa sui problemi personali degli utenti.

La sentenza è attesa con grande interesse: potrebbe portare a una nuova legislazione sulla responsabilità delle piattaforme social, sia negli Stati Uniti che a livello internazionale, dando il via a un’influenza socioculturale mai vista prima.

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