Le dimissioni di Daniela Santanchè: un cambio di rotta nel governo Meloni
Roma, 26 marzo 2026 – Le dimissioni “spontanee” di Daniela Santanchè dal ministero del Turismo segnano un momento cruciale per il governo di Giorgia Meloni. La premier ha attuato una manovra dure di Realpolitik, costringendo Santanchè a lasciare l’incarico in seguito a un tensione crescente all’interno della maggioranza. La ministra del Turismo ha risposto alle pressioni ribellandosi alla proposta di dimissioni, citando i risultati positivi dei referendum in Lombardia e nella sua provincia di Cuneo, ma alla fine Meloni ha imposto la sua decisione, dichiarando: “Te ne devi andare e basta”, riporta Attuale.
Senza una ritirata da parte di Santanchè, la maggioranza avrebbe dovuto affrontare l’opzione di disertare l’aula o votare la mozione di sfiducia presentata dal Partito Democratico. La ministra ha tentato di guadagnare terreno ponendo come condizione un annuncio pubblico delle sue dimissioni, una richiesta che non è stata ben accolta a Palazzo Chigi. Di conseguenza, la premier ha diramato un comunicato esplicito ordinando la sua uscita, ma la lettera ufficiale di Santanchè è stata inviata 22 ore dopo, mentre Meloni si trovava in volo verso Algeri.
La missiva di Santanchè, caratterizzata da toni velenosi, accusa Meloni di cercare capri espiatori invece di assumersi la responsabilità della débâcle politica. Ignazio La Russa, presidente del Senato, ha avuto un ruolo chiave nel tentativo di persuaderla a dimettersi, ma la ministra ha cercato di resistere chiedendo garanzie per il suo futuro politico, senza successo. Meloni ha affermato di sentirsi “delusa umanamente” da Santanchè, che è stata già coinvolta in diversi scandali giudiziari.
Carlo Nordio, il ministro della Giustizia, resta saldo nel suo ruolo nonostante le pressioni delle opposizioni, che lo attaccano in aula. Stando a quanto si racconta, Nordio era vicino a dimettersi a causa della mancanza di comunicazione riguardo ai cambiamenti nel suo ministero, ma è stato convinto a rimanere per evitare che le dimissioni di Santanchè portassero a un rimpasto più ampio. Elena Chiorino, coinvolta in una controversa situazione legata alle bisteccherie, ha deciso di rassegnare le sue dimissioni dalla vicepresidenza della Regione Piemonte.
Il governo ha subito un duro colpo dopo l’imprevista sconfitta elettorale, evidenziando una fragilità dell’immagine di Meloni, contrariamente a quanto indicato dai sondaggi. La premier ha dichiarato di non tollerare sacche di impunità ed è ora sotto pressione per riempire i posti vacanti. I nomi per sostituire Santanchè includono Gianluca Caramanna e Lucio Malan, mentre Sara Kelany è considerata per rimpiazzare Delmastro. Meloni si trova di fronte a un dilemma: continuare come se nulla fosse oppure ripristinare la propria legittimazione attraverso un atto decisivo.
Ma che disastro! Non ci si può fidare di un governo così instabile e pieno di intrighi. Santanchè ha fatto parte di un sistema che sembrava solido, ma ora tutto crolla. Chissà chi prenderà il suo posto… Speriamo non sia solo un altro pupazzo. E la Meloni cosa fa, aspetta il prossimo scivolone?