Doping, Giorgio Parisi rifiuta incarico nella commissione antidoping dopo nomina errata

15.10.2025 06:05
Doping, Giorgio Parisi rifiuta incarico nella commissione antidoping dopo nomina errata

Giorgio Parisi ha rifiutato l’incarico di membro e presidente della commissione antidoping, affermando che “non è il mio campo”, riporta Attuale. La nomina, effettuata dal ministero della Salute, ha sollevato critiche, poiché molti ritengono che il ministro Orazio Schillaci abbia commesso un errore a causa dell’omonimia con Attilio Parisi, medico dello sport e rettore dell’Università di Roma Foro Italico. Dopo l’invio della lettera di nomina, il premio Nobel non è stato contattato da nessuno del ministero, che ha giustificato l’assenza di comunicazioni affermando che una volta coinvolto non si sarebbe potuto annunciare un passo indietro. Negli ultimi giorni, il Comitato si è insediato e il decreto di nomina è stato emesso.

La mail del ministero

Parisi ha dichiarato al Repubblica di non essere a conoscenza della sua nomina fino a quando ha rinvenuto la mail del ministero. In risposta, ha ringraziato Schillaci, ma ha rimarcato che “non è il mio campo”. Pertanto, ora è necessario nominare un nuovo membro, e non è garantito che sia Attilio Parisi. Schillaci, dopo ore di silenzio ufficiale, ha affermato a margine di un evento al Senato che “non è mai sbagliato coinvolgere un Nobel”. Un dipendente del ministero ha scherzato sul fatto che per fortuna non è stata contattata Heather Parisi. I social sono stati invasi da commenti ironici e critiche, come quello di un utente di Facebook che ha scritto: “Nemmeno io sono quello di Italia 90”. Un altro ha scherzato sul “Nobel per l’educazione fisica”, mentre l’attore comico Luca Bizzarri su X ha commentato come la vicenda rappresenti il paese, con un mix di “servilismo, distrazione, superficialità”.

I tanti Parisi da nominare

In effetti, ci sono altri “Parisi” da considerare per eventuali nomine. C’è Arturo, l’inventore dell’Ulivo, Stefano, precedente manager e candidato con Forza Italia, e Vincenzo, ex capo della polizia, recentemente scomparso. Si narra che anche Silvio Berlusconi, ai tempi degli elenchi della P2, cercò un omonimo che potesse prendersi la colpa della sua iscrizione, ma l’unico disponibile era un bambino di quattro anni, costringendolo a rinunciare.

1 Comment

  1. Ma dai, che brutta figura! È incredibile come si possa sbagliare così grossolanamente con i nomi. Parisi è un Nobel, mica un qualsiasi. Forse sarebbe stato meglio fare una telefonata prima di nominare. Qui ci vuole un po’ più di attenzione… Poi ci si lamenta del sistema!

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