Dopo il decesso di Valentina Sollai, Cagliari indaga su intossicazione da botulino in sardegna

20.08.2025 06:55
Dopo il decesso di Valentina Sollai, Cagliari indaga su intossicazione da botulino in sardegna

Tragedia in Sardegna: seconda vittima dopo intossicazione da botulino

Dopo un ricovero lungo settimane, Valentina Sollai, 62 anni, non ce l’ha fatta. La donna si è spenta ieri mattina nel reparto di rianimazione del Policlinico di Monserrato. Le sue condizioni, inizialmente stabilizzate, si sono aggravate fino al decesso e ora la Procura di Cagliari ha disposto l’autopsia per accertare le cause esatte della morte. Sollai si trovava in ospedale da fine luglio dopo essere rimasta vittima di un’intossicazione da botulino dovuta al consumo di pietanze a base di guacamole. Le stesse che avevano già provocato il decesso, lo scorso 8 agosto, di Roberta Pitzalis, 36 anni, originaria di Guasila. L’autopsia, nel suo caso, aveva confermato il decesso per intossicazione da botulino, aggravata da una polmonite emorragica insorta durante il ricovero. Entrambe avevano partecipato alla Fiesta Latina di Monserrato tra il 22 e il 25 luglio, nella città metropolitana di Cagliari, e avevano consumato lo stesso prodotto contaminato. “Una notizia che ci addolora, saremo in forma ufficiale ai funerali come abbiamo fatto con l’altra vittima, Roberta. E siamo e saremo sempre vicini alla sua famiglia” ha detto il sindaco di Monserrato Tomaso Locci. Originaria del comune sardo, Sollai lavorava come cuoca in una scuola primaria e dell’infanzia della città e il primo cittadino ha sottolineato che era considerata “una donna buona, cordiale e molto conosciuta. Non ci aspettavamo questa tragica evoluzione. Questo agosto si conferma un mese terribile”, riporta Attuale.

Le conseguenze di quello che è stato definito il “guacamole killer” non sono ancora finite. Oltre alle due vittime, diversi partecipanti all’evento hanno accusato malori e sono tuttora ricoverati, tra cui una ragazza di 14 anni e un bambino di 11 anni, trasferito in condizioni critiche al Gemelli di Roma: il suo stato starebbe migliorando, ma la prognosi resta riservata. L’inchiesta, aperta dalla Procura, vede ora indagato Christian Gustavo Vincenti, titolare del chiosco che aveva servito i prodotti infetti, con le accuse di omicidio colposo, lesioni colpose e commercio di alimenti nocivi. Alessandro Aru, figlio di Valentina Sollai e carabiniere in Campania, subito dopo il ricovero della madre aveva lanciato l’allerta via Facebook il 31 luglio: “Si consiglia vivamente di non mangiare nessun cibo venduto nelle bancarelle nelle prossime settimane. I sintomi da tenere in considerazione sono: visione doppia, alterazioni della coscienza, difficoltà di coordinazione, mal di testa forte, difficoltà a deglutire e a parlare. Qualora si presentassero questi sintomi, è necessario recarsi immediatamente al pronto soccorso. Spargete la voce”.

Quello sardo non è stato l’unico focolaio dell’estate. Anche in Calabria hanno perso la vita Luigi Di Sarno, 52 anni, e Tamara D’Acunto, 45 anni, a causa di panini con salsiccia e friarielli venduti dal food truck “Da Peppino”. La Procura di Paola ha iscritto nel registro degli indagati 10 persone per il caso calabrese, tra cui l’ambulante, tre responsabili delle ditte produttrici, e sei medici per ipotesi di omicidio colposo e commercio di sostanze alimentari nocive. La tossina prodotta dal batterio Clostridium botulinum, ovvero il botulino, è una delle tossine più forti al mondo: ne bastano 12 nanogrammi in via endovenosa per uccidere una persona e 1 grammo può essere mortale per 83 milioni di persone.

1 Comment

  1. Ma è possibile che succedano cose del genere?! Un’altra vita persa per colpa del cibo? Questo “guacamole killer” lascia senza parole. E pensare che ci si fida sempre di ciò che si mangia! Spero che chi è responsabile paghi per questa tragedia.

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