Dove ci porta il referendum sul Jobs act

04.06.2025 15:29
Dove ci porta il referendum sul Jobs act
Dove ci porta il referendum sul Jobs act

I tre quesiti sul lavoro partono dal presupposto che il Jobs act abbia abbattuto le tutele dei lavoratori. I dati dicono però che non è così. Precarietà e una più precisa regolamentazione dei rapporti di lavoro sono temi da affrontare, ma in altro modo. Prima del Jobs act Il primo quesito referendario, relativo al ripristino dell’art. 18, propone un parziale ritorno, per i lavoratori delle imprese con più di 15 dipendenti, alla “tutela reale” (reintegra sul posto di lavoro), come modificata da leggi successive (Monti-Fornero del 2012) e da interventi della Corte costituzionale 

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Domenica 8 giugno (dalle 7 alle 23) e lunedì 9 giugno (dalle 7 alle 15) gli elettori sono chiamati al voto su 5 referendum abrogativi: 4, promossi dalla Cgil, in tema di lavoro (licenziamenti nelle grandi e nelle piccole aziende, contratti a termine, appalti) e uno, promosso da +Europa, sui requisiti per la cittadinanza italiana.

Il primo dei quattro referendum sul lavoro si propone di ottenere la abrogazione della disciplina sui licenziamenti del contratto a tutele crescenti introdotta con il decreto legislativo n. 23 del 2015.

Giovedì 5 giugno si terrà un vertice operativo convocato da Anas (società del Gruppo FS) presso la Struttura Territoriale di Palermo con le imprese impegnate nei lavori di manutenzione straordinaria sull’autostrada A19 “Palermo-Catania”, in particolare nei tratti tra Bagheria e Palermo e tra Casteldaccia e Altavilla Milicia. 

L’8 e il 9 giugno i cittadini saranno chiamati a votare su cinque quesiti referendari abrogativi.

«È importante andare alle urne, indipendentemente da quello che si vuole votare». 

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