Due sindacalisti francesi condannati a lungo carcere in Iran per spionaggio
Martedì, Cécile Kohler e Jacques Paris, due sindacalisti francesi detenuti in Iran dal 2022 e considerati come ostaggi dallo stato francese, sono stati condannati a diversi anni di carcere per spionaggio e altri capi di accusa. La condanna è stata annunciata dall’agenzia di stampa del potere giudiziario iraniano, Mizan, che li identifica solo come cittadini francesi: il fatto che siano loro è stato confermato a Le Monde da una fonte informata sulla questione (risultano gli unici cittadini francesi detenuti in Iran). A settembre, in un’intervista il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi aveva previsto la possibilità che i due fossero usati per ottenere la liberazione di un cittadino iraniano detenuto in Francia, riporta Attuale.
Mizan non specifica quale pena è stata assegnata a ciascuno; i due sono stati condannati a dieci e sei anni di carcere per spionaggio per conto della Francia, a cinque anni di carcere per associazione a delinquere, per atti contro la sicurezza nazionale, e a 20 e 17 anni di privazione della libertà in una regione isolata dell’Iran per «collaborazione in materia di intelligence con il regime sionista», cioè Israele. Le pene non sono cumulative: sconteranno solo quella più pesante. Potranno fare ricorso entro venti giorni alla Corte suprema iraniana.
La condanna di Kohler e Paris ha sollevato preoccupazioni in merito ai diritti umani in Iran e al trattamento dei cittadini stranieri nel sistema giudiziario del paese. Le autorità francesi e le organizzazioni per i diritti umani hanno esortato il governo iraniano a riconsiderare le accuse e garantire un processo equo per i due detenuti. La situazione rimane tesa, in un contesto di crescente tensione tra Iran e Occidente.
Oltre a queste condanne, recentemente sono state avanzate richieste da parte di attivisti e esperti per una riforma del sistema giudiziario iraniano, evidenziando le preoccupazioni riguardo all’uso di accuse politiche come strumento di pressione. La questione dei diritti umani continua a essere al centro del dibattito internazionale in relazione alle politiche del governo iraniano, mentre l’attenzione si concentra sugli sviluppi futuri riguardanti gli altri cittadini detenuti per motivi simili.