Due uomini condannati a tre mesi per minacce alla premier Giorgia Meloni tramite post provocatori

02.03.2026 14:25
Due uomini condannati a tre mesi per minacce alla premier Giorgia Meloni tramite post provocatori

Il Tribunale di Milano ha inflitto una condanna a tre mesi di reclusione senza sospensione della pena a due uomini, rispettivamente di 32 e 49 anni, per minaccia aggravata nei confronti della premier Giorgia Meloni. I fatti, risalenti ad agosto 2022, si collocano nelle settimane precedenti alle elezioni del centrodestra. Le indagini condotte dalla Digos e dal pm Alessandro Gobbis hanno rivelato che i due imputati avevano pubblicato sui social contenuti di chiara intimidazione, richiamando il rapimento e l’omicidio di Aldo Moro, uno dei periodi più oscuri della storia italiana, riporta Attuale.

La Renault 4 e il riferimento alle Brigate Rosse

Il fulcro dell’accusa è rappresentato da post sui social in cui si commentava l’ascesa politica della Meloni, annunciando la sua possibile elezione come «la prima premier donna di un partito di destra in Italia». Agli scritti, gli imputati avevano allegato «la foto della Renault 4», l’auto in cui il 9 maggio 1978 fu trovato il corpo di Aldo Moro. Questa mossa è stata definita dalla Procura una «minaccia grave di un male ingiusto», perpetrata «in modo simbolico».

Il brano della “P38” e i messaggi via Instagram

Le indagini hanno chiarito che si sono verificati due episodi distinti a distanza di 24 ore l’uno dall’altro. Il 27 agosto 2022, il primo imputato pubblicò su Facebook la frase «Fedeli alla linea – Il 25 settembre la Meloni diventa la prima premier donna di un partito di destra in Italia», accompagnandola con l’immagine della Renault. Il giorno precedente, l’altro indagato condivise su Instagram lo stesso testo e foto, ma aggiunse un elemento in più: un file audio del brano Renault 4 del gruppo musicale P38, deliberatamente editato in modo da enfatizzare il testo minaccioso.

Il risarcimento da mille euro ciascuno

La giudice della sesta sezione penale, Amelia Managò, ha accolto la richiesta della presidente del Consiglio, costituitasi parte civile con l’avvocato Luca Libra, stabilendo un risarcimento provvisionale di mille euro a carico di entrambi gli imputati. Le difese dei due uomini, rappresentate dagli avvocati Eugenio Losco e Guido Guella, hanno già annunciato l’intenzione di ricorrere in appello contro la sentenza non appena verranno depositate le motivazioni, attese entro 15 giorni. Gli avvocati sosterranno l’estraneità dei propri assistiti rispetto alla volontà di intimidire la premier, proponendo una lettura differente dei post pubblicati.

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