È morto a 91 anni Peter Arnett, giornalista di guerra iconico e premiato

18.12.2025 17:05
È morto a 91 anni Peter Arnett, giornalista di guerra iconico e premiato

È morto a 91 anni Peter Arnett, il leggendario corrispondente di guerra

È deceduto a 91 anni Peter Arnett, uno dei più influenti corrispondenti di guerra della sua generazione. La sua carriera, caratterizzata da report incisivi su conflitti tra cui il Vietnam e l’Iraq, lo ha visto spesso in prima linea, facendo di lui una voce iconica del giornalismo contemporaneo, riporta Attuale.

Nato in Nuova Zelanda, Arnett ha trascorso gran parte della sua vita negli Stati Uniti, dove ha ottenuto la cittadinanza alla fine degli anni ’70. Il suo lavoro per l’agenzia di stampa Associated Press negli anni ’60 e ’70 lo ha visto rimanere a Saigon fino alla conclusione della guerra del Vietnam, raccontando la transizione verso un Vietnam unificato. In un momento cruciale, Associated Press gli ordinò di distruggere i documenti dell’ufficio locale; Arnett, invece, decise di conservarli, intuendo il loro valore storico, e oggi si trovano nell’archivio dell’agenzia.

Arnett ha spesso condiviso il fronte con i soldati, documentando con coraggio gli eventi bellici. Un episodio particolare che ha segnato la sua carriera avvenne nel gennaio del 1966, quando, mentre osservava una mappa insieme al colonnello George Eyster, il colonnello morì colpito da un cecchino. Il necrologio a lui dedicato ha sottolineato come la scelta del cecchino di colpire Eyster fosse frutto di circostanze sfortunate.

Il suo lavoro durante la guerra del Vietnam gli valse il premio Pulitzer nel 1966, un riconoscimento che confermava la sua importanza nel panorama del giornalismo di guerra.

Quando iniziò a lavorare per CNN nel 1981, Arnett coprì il conflitto della prima guerra del Golfo, rimanendo uno dei pochi giornalisti a comunicare direttamente da Baghdad nei momenti di maggiore crisi. In un’intervista del 2019, ha rivelato quanto fosse invidioso dei colleghi selezionati per coprire gli eventi a Baghdad, portandolo a cogliere l’opportunità di lavorare con CNN, che disponeva di avanzate tecnologie di trasmissione.

La guerra del Golfo è stata spesso definita come la prima guerra “in diretta TV”, grazie alla potenza visiva delle sue immagini. Arnett ha ottenuto interviste memorabili, tra cui quella con Saddam Hussein. Tuttavia, la sua intervista più nota rimane quella con Osama bin Laden nel 1997, quando il leader di al Qaida, già uno degli uomini più ricercati al mondo, rivelò brevemente i suoi piani futuri.

Arnett lasciò CNN nel 1999, dopo uno scandalo che coinvolse anche il Time Magazine, legato a un servizio che affermava che l’esercito statunitense aveva utilizzato gas sarin durante la guerra del Vietnam. Le indagini interne dimostrarono che molte informazioni erano state distorte, causando un significativo danno alla reputazione della rete.

Dopo CNN, Arnett collaborò con diverse testate come National Geographic e NBC, ma fu licenziato dopo un’intervista in cui criticava la strategia militare statunitense. Gli ultimi anni della sua carriera lo hanno visto insegnare giornalismo in Cina, lasciando un’eredità duratura nel campo della comunicazione e dell’informazione bellica.

1 Comment

  1. Che uomo incredibile, ha vissuto così tante avventure e ha raccontato storie che resteranno per sempre nella storia! È come se avesse visto il mondo in diretta, mentre noi eravamo solo spettatori. Mi chiedo che impatto avesse avuto sulla sua vita, a vedere la guerra da così vicino… una vita dedicata alla verità, veramente ammirevole!

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