Redazione Interno – Le urne si sono chiuse alle 15 di oggi, lunedì 26 maggio, in 126 comuni italiani chiamati a rinnovare sindaci e consigli comunali. Tra questi, 117 si trovano in regioni a statuto ordinario, mentre i restanti 9 erano amministrazioni commissariate in Sicilia. Circa due milioni di cittadini hanno avuto diritto di voto, ma i dati sull’affluenza – già bassi ieri sera, quando alle 23 si attestava sotto il 44% – confermano un trend di disinteresse crescente verso le consultazioni locali.
Genova, Ravenna, Matera e Taranto sono state le città più seguite, con la Liguria al centro dell’attenzione per la sfida tra Silvia Salis, sostenuta dal centrosinistra, e Pietro Piciocchi, candidato del centrodestra. Secondo gli exit poll, Salis avrebbe conquistato la vittoria già al primo turno, superando la soglia del 50%. Alle 23 di ieri, però, solo il 39% degli aventi diritto si era recato alle urne, un dato che, seppur parziale, lascia intuire un’astensione significativa.
Oltre ai due principali contendenti, altri cinque candidati hanno animato la competizione: Cinzia Ronzitti, alla guida di una coalizione di sinistra; Francesco Toscano, di Democrazia sovrana popolare; Antonella Marras, sostenuta da una lista che unisce Sinistra alternativa, Pci e Rifondazione comunista; Mattia Crucioli, di Uniti per la Costituzione; e Raffaella Gualco, di Genova Unita.
Il voto si è svolto senza particolari intoppi, anche se l’attenzione resta alta sull’esito dello spoglio, che potrebbe sancire un cambiamento significativo nell’assetto politico di alcuni capoluoghi. Intanto, mentre il Friuli Venezia Giulia aveva già votato ad aprile e il Trentino Alto Adige nella prima metà di maggio, altre regioni – come Sardegna e Valle d’Aosta – dovranno ancora esprimersi, rispettivamente l’8 giugno e in autunno.