Elezioni in Cechia: vittoria di ANO di Babiš, un governo alle viste
Si sono svolte venerdì e sabato le elezioni parlamentari in Cechia, con il partito ANO, guidato dall’ex primo ministro Andrej Babiš, che ha ottenuto circa il 35% dei voti e ha quindi vinto le consultazioni. Questo risultato è nettamente migliore rispetto a quello della coalizione di governo del primo ministro uscente Petr Fiala, con oltre il 90% delle sezioni scrutinate, riporta Attuale.
Le elezioni sono state indette per rinnovare la Camera dei deputati, l’organo più influente del parlamento. ANO, acronym che sta per Azione dei cittadini insoddisfatti, proverà a formare il nuovo governo, ma, non avendo ottenuto la maggioranza assoluta, sarà obbligato a cercare alleanze. Tra i possibili partner si annoverano due partiti di estrema destra: Libertà e Democrazia Diretta (SPD), che ha raggiunto quasi l’8%, e Automobilisti per se stessi, con il 6,8%, un gruppo noto per la sua opposizione alle politiche ambientali.
L’alleanza elettorale Spolu (“Insieme”) di Fiala, storicamente impopolare, ha conseguito solo il 22,6% dei voti. Questo calo del sostegno si deve principalmente alla dissipata soddisfazione dell’elettorato riguardo alla situazione economica e alle politiche di austerità promosse da Fiala. Il partito STAN, alleato di Spolu, ha ottenuto circa l’11%, mentre il Partito Pirata, precedentemente parte della coalizione di governo, ha raggiunto l’8,6% dei voti, ma ha abbandonato la coalizione l’autunno scorso. Da notare che il partito di estrema sinistra filorusso ed euroscettico Stačilo! (“Basta!”) non ha superato la soglia di sbarramento del 5%, restando escluso dal parlamento.
Andrej Babiš, che ha già ricoperto la carica di primo ministro dal 2017 al 2021 in coalizione con il Partito Socialdemocratico, si distingue per il suo stile populista, che lo ha spesso paragonato a figure come Donald Trump e Silvio Berlusconi. Sotto accusa in passato per conflitti di interesse, se eletto, riacquisterà l’immunità parlamentare. Dall’inizio della sua opposizione nel 2022, Babiš ha adottato posizioni più radicali, intensificando le critiche all’Unione Europea, in particolare contro il Green Deal, senza tuttavia prendere in considerazione la proposta di un referendum per l’uscita dalla UE o dalla NATO, nonostante le richieste di alcuni partiti estremisti.
Inoltre, Babiš ha espresso posizioni critiche riguardo al supporto militare all’Ucraina e all’ospitalità verso i rifugiati ucraini, un argomento controverso visto che in Cechia ci sono attualmente circa 373mila rifugiati: il numero più alto in proporzione alla popolazione (quasi 11 milioni) tra gli Stati membri dell’Unione Europea.
Mah, che scenario! Babiš di nuovo sulla scena, sembra quasi un film… Spero solo che la Cechia non si ritrovi in una situazione simile a quella italiana con i populisti. Politiche ambientaliste sotto attacco?! Questo mi preoccupa parecchio… La storia di rifugiati è delicata, spero che tutto vada per il meglio.