Elezioni regionali: il centrodestra decide sul Veneto dopo Ferragosto

03.08.2025 03:55
Elezioni regionali: il centrodestra decide sul Veneto dopo Ferragosto

Roma, 3 agosto 2025 – “In alto mare”, come cantava Loredana. Ma non per quanto riguarda la nativa Calabria delle sorelle Martini/Berté, dove il giovane e popolare governatore di Forza Italia Roberto Occhiuto si è dimesso e ricandidato immediatamente per anticipare i tempi delle inchieste della magistratura e le dinamiche della coalizione di centrodestra e centrosinistra. Una questione che rimane “in alto mare” all’interno della maggioranza di centrodestra è quella della successione a Luca Zaia in Veneto, un tema che si prevede sarà affrontato “dopo la pausa di Ferragosto”, come sostenuto da fonti vicine a palazzo Chigi a Roma e a palazzo Balbi di Venezia, riporta Attuale.

Domani, i leader della coalizione di governo si riuniranno ad Ancona per supportare il governatore di FdI Francesco Acquaroli nella disputa contro l’ex sindaco dem di Pesaro Matteo Ricci per il governo delle Marche. Tuttavia, molti ai vertici della coalizione non credono che sarà l’occasione per risolvere definitivamente le candidature, in particolare riguardo alla questione veneta, che verrà affrontata dopo la pausa estiva, considerando che si voterà a fine autunno. Nel corso della settimana, il centrodestra potrebbe comunque approvare le altre candidature: il viceministro degli Esteri di FdI Edmondo Cirielli contro l’ex presidente pentastellato della Camera Roberto Fico in Campania, il sindaco FdI di Pistoia Alessandro Tomasi contro il governatore dem Eugenio Giani in Toscana, e il deputato azzurro Mauro D’Attis contro l’ex sindaco dem di Bari Antonio Decaro in Puglia.

Dopo aver ricevuto un avviso di garanzia e risposto alle domande degli inquirenti, Ricci ha ottenuto il via libera del leader 5 stelle Giuseppe Conte, il quale si è mosso in un’ottica di garantismo non affrettato, cruciale per mantenere i legami a livello nazionale del centrosinistra, con uno sguardo alle politiche del 2027, dove l’ex premier non ha intenzione di rinunciare a sfidare la leader dem Elly Schlein alle primarie. In questo contesto, si fa sentire la sfida dell’ex presidente della Camera Roberto Fico in Campania, il cui obiettivo è quello di riaffermare il movimento e la sua capacità di governo a livello locale, nonostante il governatore uscente Vincenzo De Luca stia cercando di ostacolare l’intesa. Meno probabile è invece che il centrosinistra possa contendere la Calabria a Occhiuto, dato che l’eurodeputato 5 stelle Pasquale Tridico per ora si tiene fuori dalla competizione.

In questo scenario, il problema principale per la maggioranza di governo rimane il Veneto. Recentemente, la stampa locale ha delineato un accordo che vedrebbe la presidenza a favore della Lega (con in pole il segretario regionale e deputato Alberto Stefani, fortemente patrocinato da Salvini e non ostacolato da Zaia) e la Giunta in mano a Fratelli d’Italia; nonostante le indiscrezioni suggeriscano che Forza Italia, attraverso Flavio Tosi, possa avere un’influenza sull’efficiente sistema sanitario regionale. Tale possibilità è vista come un problema dalla squadra di Zaia, che ha sempre rivendicato l’efficienza e il pareggio di bilancio del sistema sanitario pubblico.

In definitiva, la questione veneta non si risolverà fino a dopo la pausa estiva: lo affermano i membri dello staff di Zaia e confermano le fonti della maggioranza. È improbabile che venga risolta senza un accordo sul futuro di Zaia, che continua a minacciare di lanciare una lista personale in grado di sottrarre una significativa percentuale di consensi e rappresentanti ai suoi alleati. Dallo staff della premier si fa sapere che attualmente “posizioni in partecipate non esistono”. Per quanto riguarda le posizioni di governo, sembra quasi certa la successione alla ministra del turismo Daniela Santanché di Fratelli d’Italia. Anche se questo non sarebbe l’incarico preferito dal governatore, gli darebbe comunque la possibilità di essere presente alle Olimpiadi invernali, che ha sostenuto. Tuttavia, questo significherebbe anche che la presidenza della Regione non andrebbe al Carroccio, ma a una figura civica proposta dagli azzurri, ma di area FdI, come Matteo Zoppas, figlio di terza generazione della famiglia industriale e presidente di Confindustria regionale.

1 Comment

  1. In conclusione, la situazione politica in Calabria e Veneto rimane complessa e in evoluzione, con il governatore Occhiuto che si ricandida per anticipare le inchieste, mentre il futuro della leadership veneta è incerto e dipende da accordi post-estivi tra i partiti della maggioranza. La questione della successione a Luca Zaia rimane irrisolta, segnalando la necessità di ulteriori discussioni per garantire stabilità all’interno della coalizione di centrodestra. Le dinamiche all’interno del centrosinistra, con la strategia di Conte e la competizione a livello locale, complicano ulteriormente il panorama politico, rendendo il periodo fino alle elezioni autunnali cruciale per entrambe le fazioni.

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