Elisabetta Gualmini lascia il Pd per Azione: motivi e conseguenze della scissione

12.02.2026 02:15
Elisabetta Gualmini lascia il Pd per Azione: motivi e conseguenze della scissione

Roma, 12 febbraio 2026 – L’europarlamentare Elisabetta Gualmini lascia il Pd per Azione, decisione comunicata come “molto sofferta, ma molto convinta” a colleghi e colleghe. “Non sento, proprio non riesco a sentire…”, commenta un mercante dal banchi di Azione, mentre dal Pd si conferma l’approdo a Renews, con Gualmini prevista per una conferenza stampa lunedì a Bologna, riporta Attuale.

Esodo emblematico

La scelta dell’esponente del riformismo emiliano potrebbe preludere a un travaso dell’insofferenza moderata verso la linea di Elly Schlein, suggerendo che si va verso “contenitori esistenti” a causa della mancanza di alternative politiche fino al referendum di fine marzo. Questo esito, insieme alla conseguente riforma elettorale, è destinato a influenzare le prospettive dei schieramenti, con Gualmini che ha segnalato la sua defezione in un contesto di forte astensione nel voto dell’ultima direzione del Pd.

Cosa sta succedendo tra i dem

“Gualmini se n’è ghiuta e soli c’ha lasciata”, ironizzano dal Nazareno, richiamando le parole di Palmiro Togliatti. Il suo abbandono al gruppo di S&D per unirsi a quello di Renews comporterà una perdita di rilevanza del Pd all’interno dei socialisti europei, dato il pareggio 20 a 20 con gli spagnoli, che potrebbe avere ripercussioni significative. La partenza della professoressa rappresenta un segnale politico premonitore rispetto alla campagna referendaria e alla prossima riforma elettorale.

Chi è l’eurodeputata Gualmini

Gualmini, attualmente alla sua seconda legislatura, è coinvolta senza imputazioni nell’inchiesta sul Qatargate e già vicepresidente della Regione Emilia Romagna col governatore Stefano Bonacci dal 2014 al 2019. Esponente del corpo docente riformatore, ha sempre mantenuto una posizione defilata rispetto alle componenti organizzative del Pd. Negli ultimi anni, ha manifestato difficoltà a convivere con la linea schleiniana, ma ha ottenuto una riconferma all’europarlamento nel 2024 con un ampio consenso.

Video Pd sul referendum: “Punto più basso”

È la degenerazione della campagna referendaria a pesare sulla decisione di Gualmini. Secondo la deputata, i paragoni con Casapound e il video del Pd in cui chi vota Sì è definito fascista rappresentano “il punto più basso di qualsiasi polemica politica”. Tuttavia, i diretti interessati nel Pd escludono la possibilità di nuove defezioni prima del referendum. Solo se vincesse il Sì, si potrebbe sentire l’urgenza di una quarta gamba riformista nel centrosinistra, attualmente soddisfatto della vittoria del No.

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