Le email di Epstein rivelano legami controversi con Trump e personalità internazionali
Tra le 23 mila email di Jeffrey Epstein pubblicate dalla commissione di vigilanza del Congresso USA, è emersa una corrispondenza risalente a febbraio 2019 che coinvolge direttamente Donald Trump, all’epoca presidente. Epstein afferma che Trump era a conoscenza delle situazioni problematiche e visitava frequentemente la sua residenza, contrariamente alle affermazioni del presidente, e allo stesso tempo lo «scagiona» da abusi, dichiarando che non si sarebbe mai prestato a tali atti, riporta Attuale.
Nel corposo insieme di documenti rilasciati, vi sono ulteriori rivelazioni, tra cui una email in cui Epstein tenta di contattare il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov tramite il premier norvegese, presumibilmente per offrirgli informazioni su Trump. Inoltre, è stata inclusa una comunicazione in cui il principe Andrea esprime il suo desiderio di essere ‘lasciato in pace’, sottolineando pressioni personali e professionali.
Un messaggio curioso, datato 1 febbraio 2019, mostra Epstein che scrive a se stesso: «Trump sapeva tutto… ed è venuto a casa mia molte volte durante quel periodo. Non ha mai ricevuto un massaggio». Tale comunicazione suggerisce che, sebbene ciò possa scagionare Trump da qualsiasi coinvolgimento diretto con abusi, va in contraddizione con le negazioni storiche del presidente riguardo alla sua conoscenza delle attività di Epstein e della sua complice Ghislaine Maxwell. Trump ha sempre sostenuto di aver interrotto i rapporti con Epstein a causa di disaccordi personali e professionali, definendo l’ex finanziere un ‘rubatore’ di dipendenti dalla sua residenza a Mar-a-Lago.
Nell’estate del 2019, quando i giornalisti chiesero a Trump dei suoi rapporti con Epstein, il presidente dichiarò: «Non ne avevo idea. Non gli parlo da molti, molti anni». Tuttavia, le email rilasciate sembrano contraddire questa narrativa.