Roma, 2 luglio 2025 – Il sovraffollamento e i suicidi non sono fenomeni isolati nelle carceri italiane; la scarsa presenza di personale e le strutture inadeguate rappresentano gravi ostacoli all’applicazione dell’articolo 27 della Costituzione, che statuisce come le pene non devono essere disumane e devono favorire la riabilitazione. Diverse problematiche affliggono gli istituti penitenziari, riporta Attuale.
Situazione carceraria attuale
La popolazione carceraria italiana al 31 maggio 2025 conta 62.761 detenuti, mentre la capienza regolamentare è di 51.296 posti, di cui circa 4.500 sono già inagibili, secondo le stime di Antigone. Questo porta a un tasso di affollamento effettivo che supera il 133%. Solo 36 delle quasi 190 carceri italiane non sono sovraffollate; al contrario, 58 sono oltre il 150% di affollamento. Gli istituti più congestionati includono Milano San Vittore (220%) e Foggia (212%), mentre molti detenuti restano in attesa di giudizio, rappresentando oltre un quarto della popolazione carceraria.
I tassi di suicidio
Le statistiche di Ristretti Orizzonti indicano che fino ad ora 38 suicidi sono stati registrati tra i detenuti, con un picco di 91 nel 2024. Tuttavia, il problema del suicidio non riguarda solo i detenuti: anche fra gli operatori penitenziari si sono verificati decessi, con 3 suicidi nei primi sei mesi del 2025, come confermato da Gennarino De Fazio, segretario generale della Uilpa Polizia Penitenziaria. La mancanza di personale è drammatica, con 18.000 agenti absent in tutta Italia e 3.500 aggressioni all’anno che il personale penitenziario deve fronteggiare, aggravate da turni di lavoro estremi.
Le madri e i bambini in carcere
Fino al 31 marzo, solo 15 bambini vivevano in carcere con le loro madri detenute – di cui 10 straniere. Questo scenario solleva interrogativi sulla salute e sul benessere di quelle vite giovani. Analogamente, i malati psichiatrici trovano in carcere un luogo inadeguato per le loro esigenze di cura.
Il diritto all’affettività
Nel 2024, una sentenza della Consulta ha dichiarato incostituzionale il controllo visivo durante i colloqui con i partner, segnando una svolta. Recentemente, il Dap ha pubblicato una circolare su “Affettività e incontri intimi in carcere”, introducendo misure innovative che però sono difficili da implementare nel contesto carcerario attuale.
Il populismo penale
Il diritto penale è una risorsa limitata e viene spesso utilizzato in modo inadeguato. Il recente decreto Sicurezza prevede l’introduzione di quattordici nuove fattispecie e l’inasprimento delle pene per almeno nove reati, senza che questo possa contribuire a una reale diminuzione del sovraffollamento carcere.