Roma, 17 ottobre 2025 – Una bomba è esplosa nella notte del 16 ottobre davanti all’abitazione di Sigfrido Ranucci, storico conduttore di Report. Le auto sue e della figlia sono state distrutte. Fortunatamente nessuno è rimasto ferito, ma la deflagrazione è stata potente e deliberata. L’attacco arriva mentre il giornalista stava lavorando a una nuova stagione del programma con inchieste su temi economici e ambientali di grande rilievo, riporta Attuale.
Un attentato mirato contro il simbolo del giornalismo d’inchiesta
L’esplosione è avvenuta intorno alle due del mattino a Campo Ascolano, vicino Roma. L’ordigno, piazzato sotto l’auto del giornalista, ha distrutto anche la vettura della figlia e causato danni agli edifici circostanti. Ranucci, che si trovava in casa, non è rimasto ferito. L’episodio è ora al centro delle indagini della Digos e dei Carabinieri di Ostia, che non escludono la matrice intimidatoria. Il conduttore, 63 anni, è da anni sotto scorta per minacce ricevute in passato. “È un messaggio chiaro, ma non smetterò di fare il mio mestiere.” Alla guida di Report dal 2017, dopo Milena Gabanelli, Ranucci è considerato una delle voci più autorevoli del giornalismo d’inchiesta italiano.
Le nuove inchieste: eolico, banche e fondi pubblici
Pochi giorni prima dell’attentato, in un video pubblicato sui social di Report, Ranucci aveva anticipato i temi della nuova stagione: inchieste su finanziamenti pubblici sospetti, speculazioni legate all’eolico e rapporti poco chiari nel sistema bancario. Argomenti delicati, con forti implicazioni economiche e politiche. “Stiamo lavorando su storie che toccano il denaro e il potere”, aveva detto. L’attacco, avvenuto a pochi giorni dal debutto televisivo, potrebbe dunque essere collegato al contenuto delle nuove puntate, ma è solo un’ipotesi. Gli inquirenti mantengono il massimo riserbo sulle loro conclusioni.
Le inchieste più controverse di Report
Negli ultimi mesi, Report ha acceso riflettori su questioni che hanno scosso istituzioni e opinione pubblica. Tra le inchieste più discusse, quelle dedicate alle zone grigie del tax credit e ai fondi pubblici dispersi in progetti fantasma: un viaggio nei meccanismi della burocrazia e del potere, dove milioni di euro finiscono spesso lontano dai destinatari reali. Diverse inchieste hanno riguardato contratti pubblici, fondi del PNRR e l’intreccio tra lobby energetiche, corruzione e gestione disinvolta dei finanziamenti europei. Alcune puntate hanno provocato reazioni durissime, querele e tentativi di censura, ma anche ampio consenso da parte di cittadini e colleghi.
Con la conduzione di Ranucci, Report ha toccato vicende delicate legate a ’ndrangheta, camorra e Cosa Nostra. Sotto scorta dal 2014, già in passato il giornalista aveva ricevuto intimidazioni; lo scorso anno vicino casa sua erano stati trovati dei proiettili. L’attentato delle ultime ore rappresenta però un salto di qualità. Quali interessi Ranucci abbia smosso e chi si celi dietro al vile gesto è ad oggi impossibile da stabilire. “Con tutte le minacce che riceviamo non è semplice risalire alla matrice.”