Giubileo dei Giovani a Tor Vergata: un Appello alla Spiritualità e alla Fraternità
“Aspiratea cose grandi, alla santità, ovunque siate, non accontentatevi di meno”. Durante il Giubileo dei Giovani, tenutosi sulla spianata di Tor Vergata a Roma, queste parole di Papa Leone XIV hanno risuonato forte davanti a un milione di giovani provenienti da 146 paesi (tra cui 25 da Gerusalemme e 20 dalla Siria). Il pontefice americano ha invitato questa “marea cattolica” a riscoprire una spiritualità rinnovata, per dar voce a un’esigenza che vada oltre il contingente, riporta Attuale.
Il Papa ha esortato i presenti a non lasciarsi inghiottire dalla superficialità del consumismo e dalla cultura materialistica, ma a mantenere viva la loro “sete grande e bruciante” di significato. Ha sottolineato l’importanza di nutrire l’ansia spirituale come fondamento per un autentico incontro con Dio. In questo primo reale contatto con la folla, Leone XIV ha citato Francesco, richiamando le sue parole pronunciate durante la Giornata mondiale della gioventù a Lisbona nel 2023: “Ognuno è chiamato a confrontarsi con grandi domande che non hanno risposte semplici, ma invitano a un viaggio interiore di crescita e superamento di sé”. Il Papa ha aggiunto: “Non siamo malati se ci sentiamo inquieti o incompleti, ma vivi, in viaggio verso un volo esperienziale che solo la fede può alimentare”.
Leone ha insistito sulla fragilità, descrivendola come “parte della meraviglia che siamo”, paragonandola all’erba, che, sebbene fragile, si rinnova costantemente, simboleggiando speranza e rinascita. Ha ribadito la necessità di costruire una società più umana e fraterna, aperta alla pace, esprimendo il suo impegno per i giovani di Gaza, Ucraina e in tutte le terre segnate dalla guerra, auspicando un futuro senza conflitti, ma fondato sul dialogo. La veglia notturna e il cammino del mattino sono stati caratterizzati da un’atmosfera di festa e di fede, con migliaia di giovani coinvolti in momenti di preghiera, canzoni, balli come la Danza Kuduro e persino partite di calcetto lungo la ‘rambla’ di Tor Vergata. Il Papa, accolto da un boato di entusiasmo, ha attraversato la folla in papamobile, salutando in varie lingue e augurando “una buona celebrazione e un cammino di fede gioioso”.
Il 3 agosto sarà una data memorabile nella storia del Vaticano e per i giovani partecipanti, che non sono più i Papa-boys di Wojtyla, ma una generazione internazionale consapevole del potere della propria inquietudine come strumento di cambiamento. Un giovane pellegrino ha commentato: “Le parole del Papa sono state una scintilla, ci hanno spronato a non accontentarci di vivere una vita comoda, ma a cercare qualcosa di più grande, a sognare in grande. Qui c’è una forte energia, una voglia di cambiare il mondo”. Un’altra ragazza ha aggiunto: “La presenza dei giovani delle carceri ci ha fatto capire quanto la fede possa aprire nuove strade anche nelle situazioni più difficili”. Alla fine della celebrazione, Papa Leone XIV ha fatto un ultimo invito a proseguire il cammino con gioia: “Voi siete il segno che un mondo diverso è possibile: un mondo di fraternità e amicizia, dove i conflitti non si risolvono con le armi, ma attraverso il dialogo”.
È già fissato l’appuntamento per la prossima Giornata mondiale della Gioventù, che si svolgerà a Seul, in Corea, dal 3 all’8 agosto 2027. Sul fronte organizzativo, l’evento ha riscosso un notevole successo. Il prefetto Lamberto Giannini e il sottosegretario Alfredo Mantovano hanno messo in evidenza i due anni di lavoro sinergico tra istituzioni governative, locali, forze dell’ordine e sanità pubblica, fondamento per la gestione impeccabile del raduno. Si sta addirittura considerando l’idea di ‘brevettare’ un ‘metodo Giubileo’, un protocollo di collaborazione finalizzato a garantire un’efficace organizzazione in tempi brevi.