Attacco alla base militare italiana a Erbil: la situazione in Medio Oriente si aggrava
Il tredicesimo giorno di guerra in Medio Oriente è iniziato con un attacco alla base militare italiana di Erbil avvenuto nella notte tra mercoledì e giovedì. Nel pomeriggio, il nuovo leader supremo iraniano Mojtaba Khamenei ha rilasciato il suo primo messaggio attraverso la televisione nazionale iraniana. La base italiana, sotto attacco probabilmente da milizie filoiraniane, non ha registrato né vittime né feriti, ha riferito il ministro della Difesa italiano, Guido Crosetto, sottolineando che le 141 persone presenti nella base rientreranno in Italia, riporta Attuale.
Khamenei, che non si è presentato in video e non ha registrato messaggi audio per paura di esporre la sua posizione, ha mantenuto un tono aggressivo affermando che lo stretto di Hormuz rimarrà chiuso e che tutte le basi militari statunitensi nella regione dovrebbero essere chiuse. Ha promesso vendetta per le persone uccise e minacciato l’apertura di “nuovi fronti” di guerra.
Nella notte tra mercoledì e giovedì, la base italiana “Camp Singara” a Erbil è stata colpita. Le informazioni sul tipo di attacco, se missile o drone, sono ancora incerte. Il ministro Crosetto ha confermato che l’attacco è stato intenzionale. Nella notte di giovedì, anche una base occupata da militari francesi è stata attaccata, con sei soldati feriti durante una missione di addestramento con i peshmerga, le forze armate del Kurdistan iracheno.
I bombardamenti statunitensi e israeliani in Iran sono proseguiti, con intenti particolarmente intensi sulla capitale Teheran. Israele ha bombardato anche il centro di Beirut, colpendo quartieri residenziali e causando almeno 676 morti e oltre 750.000 sfollati a causa della conflittualità in Libano.
L’Iran ha continuato a bloccare lo stretto di Hormuz, da cui transitava fino a un quinto del petrolio mondiale. Recentemente, tre navi commerciali sono state attaccate, fra cui due petroliere che hanno causato un grosso incendio. Gli attacchi alle navi nel Golfo Persico continuano, con sei incidenti negli ultimi giorni. Anche Israele e i paesi del Golfo hanno subito attacchi missilistici e droni, mentre un incidente ha coinvolto un aereo cisterna statunitense che è precipitato nel nord dell’Iraq.
Le quotazioni del petrolio Brent, che riflettono il mercato europeo, hanno chiuso sopra i 100 dollari al barile, con l’Agenzia internazionale dell’Energia che ha avvertito che la guerra “sta creando la più grande interruzione delle forniture nella storia del mercato petrolifero globale”.