Indagini in corso sulla fuga di Andrea Cavallari
Bologna, 9 luglio 2025 – Gli inquirenti sono attivamente coinvolti nella ricerca di Andrea Cavallari, con sforzi incessanti, sia di giorno che di notte. La convinzione di fondo è che il 26enne non possa aver orchestrato la sua fuga da solo; è probabile che abbia ricevuto assistenza nel preparare il suo piano di evasione. Pertanto, verrà avviata un’inchiesta per favoreggiamento a carico di ignoti, con un focus particolare sulla cerchia di amici, ex compagni di detenzione e familiari. Gli investigatori stanno cercando di scoprire l’identità dei complici e capire con chi e in che modo il giovane abbia interagito con persone all’esterno del carcere nei giorni che hanno preceduto la sua fuga, aggiungendo così un nuovo fascicolo a quello già aperto dalla Procura di Bologna, coordinata con quella di Ancona, riguardante l’evasione di Cavallari. Non si esclude la possibilità che Cavallari possa aver lasciato il paese, dirigendosi verso l’Europa dell’Est, riporta Attuale.
Originario di Bomporto (Modena), Cavallari ha ricevuto una condanna definitiva di 11 anni e 10 mesi per la tragedia accaduta nella discoteca Lanterna Azzurra di Corinaldo l’8 dicembre 2018. È evaso da sei giorni: era detenuto alla Dozza, a Bologna, ma giovedì ha ottenuto un permesso di necessità, concesso dal magistrato di sorveglianza, per laurearsi in legge. La scorta non era prevista. Nella prima mattinata si è svolta la discussione della tesi in via Zamboni, seguita da un pranzo in un ristorante di pesce di via Righi con la madre, il patrigno e la madre del patrigno. Dopo un piacevole incontro, durante il quale sembrava soddisfatto del suo percorso di studi, Cavallari ha ricevuto la visita di un amico (probabilmente in auto). Ha salutato i familiari dicendo di voler trascorrere un po’ di tempo con la fidanzata (doveva rientrare in carcere entro le 18) e, svoltato l’angolo, è scomparso nel centro della città. Era circa le 15.30 e da quel momento non si hanno più notizie di lui, non presentandosi all’appuntamento delle 17.30 con la madre. “Aveva con sé poche centinaia di euro, che gli abbiamo dato come regalo per la laurea”, ha dichiarato il patrigno, aggiungendo: “Non so dire però se avesse altri soldi”.
Per quanto riguarda la fidanzata di Cavallari, inizialmente ritenuta irreperibile, si è scoperto che stava lavorando e che, in serata, è tornata a casa nel Modenese senza problemi; la 25enne non avrebbe avuto contatti con Cavallari da circa due anni e al momento è considerata estranea all’evasione. Le ricerche, condotte dal Nir e coordinate dal Nucleo investigativo centrale della polizia penitenziaria, coinvolgono tutte le forze dell’ordine, con indagini che si estendono oltre i confini dell’Emilia-Romagna.
Intanto, la polemica è accesa tra i familiari delle vittime della strage, che considerano l’evasione avvenuta di giorno una “pura follia” e una “beffa”. Il patrigno di Cavallari ha sostenuto che fosse necessaria la scorta: “Questi, Andrea compreso, sono personaggi troppo ambigui – ha affermato – il rischio è che ingannino coloro che hanno riposto fiducia in loro. È un rischio inaccettabile. Non avrebbero dovuto fidarsi”. Il Ministero sta valutando l’invio di ispettori per chiarire la questione del permesso concesso senza scorta (si trattava infatti della prima uscita autorizzata di Cavallari dal carcere).
La notte dell’8 dicembre 2018, il locale di Corinaldo era stracolmo di giovani per il concerto di Sfera Ebbasta: i membri della banda, tra cui Cavallari, spruzzarono spray urticante tra la folla, generando il panico. Cinque adolescenti e una madre di quattro figli persero la vita, schiacciati nel tentativo di mettersi in salvo dopo il crollo della balaustra. Tra le vittime figurano Emma Fabini, 14 anni, Asia Nasoni, 14 anni, Benedetta Vitali, 15 anni, Mattia Orlandi, 15 anni, Daniele Pongetti, 16 anni ed Eleonora Girolimini, 39 anni.