Roma, 11 marzo 2026 – “Non mangio finché mamma non torna”. La famiglia nel bosco è al limite, zia Rachel, arrivata in aiuto dall’Australia, è stata molto chiara a ‘Dentro la notizia’ di Canale 5: “Questa situazione non va bene, bisogna fermarla, bisogna che qualcuno intervenga perché questa è davvero follia”, riporta Attuale.
Ogni volta al telefono si ripete il trauma
Si sta valutando la situazione attuale in cui i figli di Catherine sono sempre più provati. Rachel ha raccontato che il maggiore dei bambini continua a dichiarare: “Non mangerò finché non torna la mamma”. Ogni conversazione telefonica riporta il dolore della separazione: “Non si può ripetutamente dire addio alla mamma. Poi vederla in videochiamata la sera e sentirli dire per mezz’ora: ‘Ti prego mamma, ti prego, abbiamo bisogno di te'”. La situazione rimane insostenibile, con i bambini che esprimono un bisogno disperato della madre.
La nonna: “Mia figlia e i bambini sono devastati”
La nonna Pauline ha commentato: “Mia figlia e i bambini sono devastati. Domani vedremo i bambini, ma al momento non c’è nulla che vada bene”. Ha descritto il dolore che prova come madre e nonna, evidenziando il fatto che i bambini chiedono continuamente la loro mamma. Recentemente, Catherine è stata allontanata dalla casa famiglia a causa del suo atteggiamento ostile, che influenzava negativamente i suoi figli.
Nordio: “Improprio mio giudizio senza aver letto le carte”
La situazione continua a complicarsi, con il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, che afferma: “Gli atti ispettivi si fanno quando ci sono notizie che non sono qualificate ma possono essere anche notizie di stampa oppure segnalazioni fatte da cittadini”. Ha sottolineato che non può formarsi un giudizio prima di esaminare i documenti e che sarebbe prematuro e improprio anticipare un’opinione senza le informazioni necessarie.
Brambilla “Proposta di legge per ridurre possibilità di errore”
Michela Vittoria Brambilla, presidente della commissione parlamentare per l’Infanzia e l’adolescenza, ha presentato una proposta di legge per affrontare casi simili. Ha affermato: “Ridurre la possibilità di errori, evitare che le conclusioni del giudice si fondino esclusivamente sulla relazione dei servizi sociali.” La proposta prevede anche la creazione di un “collegio tecnico multidisciplinare”, coordinato da un esperto delle relazioni familiari fragili, sin dall’inizio del processo decisionale.
Al Senato Ddl perché si valutino effetti allontanamento bambini
In Senato, i capigruppo della maggioranza, compresi Lucio Malan (FdI), Massimiliano Romeo (Lega) e Maurizio Gasparri (FI), hanno presentato un disegno di legge “per assicurare che, prima di assumere decisioni su un collocamento extrafamiliare, venga valutato comparativamente il beneficio” del distacco dall’ambiente familiare in relazione alla salute psico-fisica del minore. Si richiede che il giudice consideri attentamente tutti gli aspetti, con specialisti senza conflitti di interesse, auspicando un confronto costruttivo anche con l’opposizione per rendere urgente e sensato il provvedimento.