Femminicidio a Messina: Daniela Zinnanti uccisa, attivazione del braccialetto elettronico slitta dopo il delitto

11.03.2026 22:45
Femminicidio a Messina: Daniela Zinnanti uccisa, attivazione del braccialetto elettronico slitta dopo il delitto

Femminicidio a Messina: Daniela Zinnanti uccisa mentre il braccialetto elettronico era in ritardo

Messina – Santino Bonfiglio, 67 anni, agli arresti domiciliari per violenze e minacce, ha ucciso Daniela Zinnanti, 50 anni, colpita ripetutamente con un coltello nella sua abitazione. Nonostante le segnalazioni e le denunce precedenti, un dispositivo di controllo a distanza non era ancora stato attivato al momento dell’omicidio, previsto per il giorno seguente, riporta Attuale.

Il tragico evento si è verificato due giorni dopo la Giornata Internazionale della Donna, quando Daniela è stata trovata priva di vita nella sua casa in via Lombardia. La figlia, che l’ha scoperta, è stata colpita da un malore ed è stata trasportata in ospedale. Gli agenti delle forze dell’ordine hanno confermato che il braccialetto elettronico, necessario per monitorare Bonfiglio, non era disponibile a causa di problemi logistici, evidenziando le difficoltà strutturali nel sistema di protezione.

La famiglia della vittima è distrutta. Daniela aveva ricevuto incessanti avvertimenti da parte dei familiari riguardo a Bonfiglio, ma dopo una prima denuncia, era tornata indietro, sperando che egli cambiasse. La mancanza di controlli efficaci ha permesso a Bonfiglio di presentarsi a casa, dove è scoppiata una lite. Durante il loro confronto, l’uomo ha estratto un coltello, colpendo Daniela numerose volte prima di allontanarsi.

La polizia, dopo averlo rintracciato, ha raccolto la sua confessione, in cui affermava che la vittima gli aveva comunicato di avere un nuovo compagno. Roberto, uno dei sei fratelli di Daniela, ha lamentato: “Siamo disperati, un altro femminicidio annunciato”. La sua famiglia ha sottolineato come Daniela avesse inizialmente sperato di poter modificare il comportamento del compagno violento, ma la situazione è stata fatale.

Senza segnali d’allerta e senza supervisione adeguata, Bonfiglio era libero di muoversi per le strade di Messina, nonostante la gravità delle sue azioni passate. I suoi legali non richiederanno una perizia psichiatrica, aggravando ulteriormente il dolore della comunità. Quello che emerge da questa tragedia è che, nonostante gli interventi formali e le misure cautelari, il sistema non ha protetto Daniela. Messina piange un’altra vittima e torna a mettere in discussione l’efficacia delle misure di sicurezza attuate per le donne in pericolo.

A un anno di distanza dall’omicidio di Sara Campanella, un altro caso di femminicidio scuote la città, evidenziando l’urgenza di riforme concrete nel sistema legale e di protezione delle donne.

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