Fermati tre giovani pirati in fuga: ora in comunità protette

14.08.2025 15:05
Fermati tre giovani pirati in fuga: ora in comunità protette

Milano – Una bambina di 11 anni è stata fermata con la nonna nella tarda serata di mercoledì 13 agosto sulla A6 Torino-Savona, prima di poter superare il confine italo-francese a Ventimiglia: grazie alla collaborazione tra la polizia locale e gli agenti della Stradale, è stata bloccata al casello di Fossano. I due fratellini, un tredicenne al volante dell’auto responsabile dell’incidente e un dodicenne, sono stati rintracciati poche ore dopo a Beinasco, piccolo comune dell’hinterland di Torino: sono stati trovati in un campo rom abusivo, dove dormivano a terra. I tre minorenni sono stati riportati a Milano e collocati in comunità protette, riporta Attuale.

I familiari li avevano portati via da un mini insediamento di camper e roulotte di via Selvanesco nel tardo pomeriggio, evidentemente per evitare provvedimenti che potessero allontanarli dalla loro custodia. La loro fuga non è riuscita.

L’intervento della polizia

Gli agenti del Radiomobile, sotto la guida del comandante Gianluca Mirabelli, hanno fatto ricorso all’articolo 403 del codice civile, che prevede la collocazione d’urgenza del minore in una comunità “qualora si trovi esposto a grave pregiudizio e pericolo per la sua incolumità psico-fisica”. Anche il più giovane dei quattro, l’undicenne, sarà soggetto a questo provvedimento non appena sarà rintracciato: potrebbe trovarsi ancora in città, con la madre.

Il provvedimento d’urgenza

Il provvedimento è stato reso necessario poiché le famiglie si erano allontanate senza avvisare delle loro intenzioni, nonostante la collaborazione dimostrata nelle fasi preliminari delle indagini. La misura, adottata in accordo con la Procura minorile, era volta a proteggere i minori, in attesa delle necessarie decisioni da parte del Tribunale. In base all’articolo 403, l’autorità che adotta il provvedimento deve informare immediatamente il pubblico ministero del Tribunale per i minorenni, relativo al luogo di residenza del minore. Entro 24 ore dalla collocazione, il pubblico ministero deve ricevere un provvedimento corredato di documentazione utile e di una relazione che spiega i motivi dell’azione, documentazione che è stata raccolta in seguito a sopralluoghi in via Selvanesco.

Prossimi passaggi

Entro 72 ore, se non viene disposta la revoca, il pubblico ministero richiede al Tribunale la convalida del provvedimento. A tal fine, può raccogliere informazioni e disporre eventuali accertamenti. Entro 48 ore, il Tribunale deve decidere sulla convalida e nominare un curatore speciale per il minore, fissando un’udienza entro 15 giorni. Il decreto è comunicato al pubblico ministero e all’autorità che ha emesso il provvedimento.

Monitoraggio dei movimenti

La polizia ha continuato a monitorare i movimenti delle famiglie dei minorenni, poiché fino ad oggi non era stato emesso alcun provvedimento dall’autorità giudiziaria. Pertanto, sia i ragazzi che i loro familiari erano liberi di muoversi. Questa situazione ha portato a tentativi di sparire, spingendo i vigili a intervenire in base all’articolo 403. La ragazza è stata rintracciata a Savona, in Liguria, indicativa della loro intenzione di raggiungere la Francia. L’altro intervento si è svolto a Beinasco, dove due fratelli sono stati recuperati in un campo rom.

Il tragico incidente

Tutto è iniziato con il furto dei bagagli dall’auto di un turista di Strasburgo, domenica in via Fratelli Fraschini. Tra i bagagli, i ragazzi hanno trovato anche le chiavi di scorta dell’auto, tornando a rubarla. Lunedì mattina, durante una corsa nel quartiere, hanno perso il controllo dell’auto e investito la signora De Astis, che è stata sbalzata di alcuni metri e poi è morta all’ospedale Niguarda. I funerali sono previsti per oggi pomeriggio a Milano.

Ultimo saluto alla signora De Astis: GUARDA LA DIRETTA

Per identificare i responsabili, un dettaglio si è rivelato cruciale: le magliette indossate dai tre ragazzi, riprese dalle telecamere. Identiche, con un’immagine di un Pokémon. Gli agenti hanno localizzato il negozio nel centro commerciale Fiordaliso e, attraverso il sistema di sorveglianza, sono riusciti a riconoscere i ragazzi, identificandoli come residenti del campo di via Selvanesco. Dopo l’evento tragico, i quattro sono tornati al negozio, per poi rientrare in via Selvanesco, dove uno di loro ha poi confessato tutto alla madre.

1 Comment

  1. Non riesco a credere a quello che è successo. Questi ragazzi così giovani e già coinvolti in un incidente così tragico… Davvero una situazione auspicabile. Spero che vengano messi in un ambiente sicuro e che il sistema riesca a fare qualcosa di buono per evitarlo in futuro. Ma è strano, dove sono i genitori? Mah, qui qualcosa non torna…

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