Fermo preventivo, Piantedosi sottolinea l’urgenza: Salvini esclude cauzione nel decreto sicurezza

04.02.2026 16:25
Fermo preventivo, Piantedosi sottolinea l'urgenza: Salvini esclude cauzione nel decreto sicurezza

Roma, 4 febbraio 2026 – Resta il fermo preventivo, il nodo cruciale del decreto sicurezza che, dopo un rinvio, dovrebbe approdare domani in Consiglio dei Ministri. La misura è sotto esame al Quirinale, dove sono emersi dubbi sulla sua compatibilità con i principi costituzionali, riporta Attuale. Durante le comunicazioni in Senato, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha riaffermato la necessità di tale provvedimento per “impedire a chi è noto per comportamenti violenti di infiltrarsi e colpire”. Ha esortato tutti gli attori istituzionali, politici e sociali a contribuire in modo responsabile a questo percorso. Oggi, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, è stato ricevuto dal presidente Mattarella per discutere del pacchetto sicurezza, cercando di minimizzare le tensioni istituzionali. Intanto, il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini ha confermato il congelamento della cauzione per le manifestazioni: “Non penso che possa rientrare nel decreto sicurezza per il carattere di necessità e urgenza, ma è uno dei temi su cui puntiamo entro la fine della legislatura”, ha dichiarato in conferenza stampa. Ha aggiunto che “ai teppisti che devastano le città bisogna chiedere cash, soldi, pagamento… perché i danni a Torino sono a carico della collettività italiana”.

L’informativa di Piantedosi in Senato

Il ministro Matteo Piantedosi ha risposto anche ad alcune ricostruzioni sugli scontri avvenuti a Torino, avvenuti al termine della manifestazione pro-Askatasuna. “Respingo le ipotesi di eccessivo uso della forza o scarsa organizzazione – ha affermato – se ci si fosse fatti cogliere di sorpresa, ben più gravi sarebbero state le conseguenze”. Ha sottolineato che le forze dell’ordine gestiscono le manifestazioni con grande equilibrio e che l’uso della forza è sempre l’estrema ratio.

“Grave insinuare che le violenze siano state organizzate dal governo”

Piantedosi ha definito “grave e strumentale” l’accusa che le violenze siano state orchestrate dal governo per introdurre nuove misure, affermando che “le loro azioni sono frutto delle loro scelte e responsabilità”. Ha confermato che il governo è determinato a “fronteggiare certi fenomeni”, evidenziando la necessità di una norma che consenta un efficace fermo preventivo.

La risoluzione delle opposizioni

Non si è giunti a una risoluzione unica, come auspicato dalla premier Giorgia Meloni. La maggioranza ha presentato la propria, a cui ha risposto quella delle opposizioni Pd, M5s, Avs e Italia Viva. Il testo fissa un ‘no’ alla decretazione d’urgenza “in materia di ordine pubblico”, privilegiando “veicoli normativi di iniziativa parlamentare”.

Il documento impegna il governo a stanziare risorse per “il completamento della pianta organica delle forze di pubblica sicurezza e il potenziamento delle dotazioni di sicurezza degli agenti”. Si invoca anche il richiamo degli agenti inviati in Albania, per poter utilizzare la loro presenza in Italia. Inoltre, si chiede di astenersi da qualsiasi iniziativa legislativa volta a limitare il diritto di manifestare.

“Nessuna cauzione per chi organizza manifestazioni”

Le opposizioni propongono di “reintrodurre la procedibilità d’ufficio per reati di particolare disvalore sociale”, sottolineando la necessità di evitare la penalizzazione di chi manifesta pacificamente. È giunta una risoluzione autonoma da parte di Azione, a firma Carlo Calenda, che chiede ulteriori misure per garantire la sicurezza.

1 Comment

  1. Che situazione insostenibile, purtroppo sembra che la logica della sicurezza stia prendendo il sopravvento sui diritti civili. Ma chi ci difenderà da un utilizzo eccessivo di potere? E non dimentichiamoci di chi protesta pacificamente, quelli che non meritano di essere etichettati come teppisti.

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