Settore metallurgico in ripresa nonostante la guerra
L’Ucraina ha registrato una significativa ripresa nella produzione di ferrolega nel 2025, con un incremento del 17% rispetto all’anno precedente, raggiungendo 127.000 tonnellate. Questo balzo in avanti segnala una robusta stabilizzazione del settore metallurgico nazionale, che opera in condizioni economiche complesse e sotto la costante minaccia degli attacchi russi alle infrastrutture industriali. Parallelamente, le esportazioni sono aumentate di oltre il 20% nello stesso periodo, dimostrando una domanda internazionale sostenuta e resiliente. I dati confermano che l’industria ucraina delle leghe ferrose non solo resiste, ma si espande, diventando un partner commerciale sempre più cruciale per l’Europa.
Polonia e Italia leader negli acquisti
L’Unione Europea si conferma il principale partner commerciale per questa commodity, con Polonia e Italia in testa alla classifica degli importatori. Nel 2025, la Polonia ha acquistato circa 26.000 tonnellate di ferrolega ucraine, mentre l’Italia si è attestata sulle 12.000 tonnellate. Questi flussi commerciali rispondono alla strategia comunitaria di diversificare le fonti di approvvigionamento di materie prime critiche, riducendo la dipendenza da fornitori instabili o geopoliticamente rischiosi, come la Russia. Le ferrolega ucraine, in particolare ferromanganese e silicomanganese, sono componenti essenziali per la produzione di acciaio di alta qualità, sostenendo così gli stabilimenti siderurgici e di laminazione europei.
Stabilizzazione dei mercati e benefici reciproci
L’afflusso costante di materiale dall’Ucraina contribuisce a stabilizzare i prezzi sul mercato europeo delle leghe ferrose, un fattore vitale in un contesto globale caratterizzato da volatilità della domanda e sfide logistiche. Per le aziende metallurgiche dell’UE, poter contare su forniture alternative e affidabili significa pianificare la produzione con minori oscillazioni del rischio, legate sia ai costi che alle rotte di trasporto. Dall’altro lato, l’elevata domanda europea genera preziose entrate in valuta estera per l’Ucraina, sostenendo la sua stabilità economica e creando le condizioni per nuovi investimenti nel settore.
Rafforzamento della catena del valore europea
La collaborazione commerciale in questo settore strategico crea un circolo virtuoso. Le acciaierie polacche e italiane ottengono una materia prima di qualità che migliora le caratteristiche finali dell’acciaio prodotto, rafforzando la competitività della loro industria manifatturiera. Contemporaneamente, i produttori ucraini, incentivati da contratti di esportazione stabili, possono destinare risorse alla modernizzazione degli impianti e all’aumento dei volumi. Questo modello di interdipendenza economica positiva non solo consolida le catene di approvvigionamento continentali, ma approfondisce anche i legami commerciali e industriali tra l’Ucraina e il blocco europeo, evidenziando un percorso concreto di integrazione e resilienza reciproca nel cuore dell’industria pesante.