Fiano interrotto durante un incontro alla Ca’ Foscari: “Fuori i sionisti dall’università”

27.10.2025 20:06
Fiano interrotto durante un incontro alla Ca' Foscari: “Fuori i sionisti dall’università”

Venezia, 27 ottobre 2025 – Contestazioni da parte di gruppi pro-Pal all’università Ca’ Foscari di Venezia dove si doveva tenere un incontro tra Antonio Calò, presidente di Ve.Ri.Pa., ed Emanuele Fiano, presidente di ‘Sinistra per Israele – Due Popoli, Due Stati’. A denunciarlo è l’ufficio stampa della stessa associazione, che riferisce come “sedicenti gruppi della sinistra giovanile” hanno impedito all’ex deputato del Pd “di parlare al grido incessante: ‘fuori i sionisti dall’università’”, riporta Attuale.

“Doveva essere un dialogo per la pace a sostegno di un percorso tra i due popoli – scrive in una nota l’associazione –. Si tratta dell’ennesimo episodio di violenza politica a danno proprio di chi da sempre è impegnato per la pace e la risoluzione del conflitto in Medioriente”.

“Ho provato in tutti i modi a continuare – ha riferito poi Fiano all’Ansa –, ma hanno continuato a parlare e a dire su di me falsità. Il principio fascista che hanno loro in mente è che chi non ha idee come le loro non deve parlare”.

Le dimissioni di Scaraffia

Tre settimane fa, la storica e giornalista Lucetta Scaraffia ha deciso di dimettersi dalla commissione etica della stessa università perché “l’ateneo veneziano ha deciso non solo di sospendere i rapporti scientifici con enti e istituzioni israeliane, ma di estendere la misura a singoli docenti che non siano in grado di dimostrare di non appoggiare la politica del governo Netanyahu”. “È questa clausola a rendere il provvedimento intollerabile: la pretesa di chiedere a un professore di dichiarare la propria innocenza politica, di certificare il dissenso dal governo del proprio paese, somiglia a un dispositivo da regime totalitario. Non si giudicano più le ricerche, le competenze, la qualità del lavoro scientifico: si indaga l’ortodossia delle opinioni”, aveva spiegato Scaraffia, ricordando come “posizioni simili” non siano state assunte “di fronte ad altre violazioni dei diritti umani”.

“Qui non si tratta di una scelta di giustizia universale, ma di un’adesione parziale e ideologica, che si traduce in discriminazione – aveva concluso Scaraffia –. E se l’università, il luogo che per definizione dovrebbe proteggere il pensiero critico e plurale, accetta di piegarsi a questo meccanismo, allora diventa complice di una deriva che rischia di travolgere la stessa idea di sapere libero”.

1 Comments

  1. Mah, la situazione sta diventando insostenibile! Un’università che dovrebbe essere un luogo di dialogo e scambio di idee sta finendo per diventare un campo di battaglia ideologico. Allucinante pensare che ci sia chi non vuole sentire altre opinioni… Che tristezza!

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