Fico elogia il ministro degli Esteri per l’appello al dialogo con Mosca e blocca le sanzioni UE

03.07.2025 13:00
Fico elogia il ministro degli Esteri per l'appello al dialogo con Mosca e blocca le sanzioni UE
Fico elogia il ministro degli Esteri per l'appello al dialogo con Mosca e blocca le sanzioni UE

Bratislava sfida Bruxelles e raffredda il sostegno all’Ucraina

Il 2 luglio 2025 il primo ministro slovacco Robert Fico ha pubblicamente sostenuto le dichiarazioni del ministro degli Esteri Juraj Blanár, che aveva sollecitato l’Occidente a riprendere il dialogo con Mosca e valutare persino il perdono per l’aggressione russa contro l’Ucraina. Blanár ha affermato che “per risolvere la guerra è necessaria la comunicazione con la Russia”, e che i Paesi occidentali dovrebbero “trovare una via per cooperare o addirittura perdonare tutto ciò che è successo”.

Le parole del capo della diplomazia slovacca hanno suscitato forti reazioni internazionali. Tuttavia, il premier Fico, noto per le sue simpatie filorusse, ha ribadito il proprio appoggio al collega, confermando l’allineamento del governo slovacco su una linea sempre più distante dalla posizione condivisa della maggior parte dei Paesi UE.

Bloccare l’unità europea in nome di Gazprom

Le dichiarazioni arrivano all’indomani del rifiuto da parte di Slovacchia e Ungheria di firmare il 18° pacchetto di sanzioni dell’UE contro la Russia. Il governo di Bratislava ha posto due condizioni per sbloccare il pacchetto: garanzie legali per proteggere le imprese slovacche da eventuali cause intentate da Gazprom, e il rimborso delle entrate perse per il transito di gas russo sul territorio slovacco.

In tal modo, secondo osservatori europei, Bratislava sta esercitando un vero e proprio ricatto politico verso gli altri 25 Stati membri dell’Unione, minando il principio della solidarietà in politica estera e di sicurezza comune. Questo atteggiamento, condiviso con il governo di Viktor Orbán, rischia di indebolire l’unità dell’UE proprio mentre Mosca intensifica la sua pressione sulla regione.

Kiev: “L’assenza di perdite non dà diritto a perdonare”

Il ministro degli Esteri ucraino Andriy Sybiha ha reagito con fermezza, definendo “moralmente inaccettabili” le parole di Fico e Blanár. “Chi non ha perso nulla in questa guerra non ha il diritto di chiedere il perdono per i crimini della Russia”, ha affermato, sottolineando che è proprio la sensazione d’impunità a spingere Mosca a ripetere le sue aggressioni.

Sybiha ha inoltre ricordato che il sostegno all’Ucraina non è soltanto un gesto di solidarietà, ma una necessità strategica per la difesa dell’intero continente europeo contro l’espansionismo autoritario del Cremlino.

Un precedente pericoloso per la coesione europea

La posizione del governo slovacco rappresenta un precedente critico per l’UE. Oltre a rompere con il consenso prevalente sull’aiuto militare all’Ucraina, l’atteggiamento di Fico potrebbe legittimare l’idea che ogni Stato membro possa perseguire una politica estera isolata, anche a costo di ignorare la violazione del diritto internazionale e della sovranità territoriale.

Con il rifiuto del pacchetto di sanzioni e la retorica di riconciliazione con Mosca, la Slovacchia rischia di spostarsi sempre più ai margini del fronte europeo, indebolendo la capacità del blocco di reagire in modo coeso alle crisi geopolitiche.

Tensioni crescenti e nuovi equilibri

Nel contesto della guerra in Ucraina, l’approccio della Slovacchia potrebbe avere effetti a lungo termine sulla postura dell’UE verso l’Est europeo. Il sostegno incerto di alcuni Stati membri mina la credibilità collettiva dell’Unione, e rischia di aprire spazi d’influenza a favore del Cremlino. Con il suo ultimo intervento, Robert Fico conferma la sua linea di rottura con Bruxelles e di riavvicinamento a Mosca — una scelta che potrebbe costare cara all’unità dell’Europa.

1 Comment

  1. La recente presa di posizione della Slovacchia, guidata dal premier Robert Fico, segna un punto di svolta significativo nella politica estera dell’Unione Europea riguardo al sostegno all’Ucraina. Le dichiarazioni che invitano a un dialogo con Mosca e a una possibile amnistia per l’aggressione russa non solo suscitano preoccupazioni all’interno della comunità internazionale, ma minacciano anche l’unità e la coesione dell’UE. Le azioni della Slovacchia, collegate ai suoi interessi economici e alla forte influenza russa, potrebbero creare un precedente per una politica estera frammentata tra gli Stati membri, con potenziali conseguenze negative per la stabilità e la sicurezza dell’intero continente europeo. La risposta critica dell’Ucraina sottolinea ulteriormente l’importanza di mantenere una posizione solidale e di difesa collettiva contro le aggressioni esterne.

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