Controversia per il marketing “benedetto” al Beer&Food Attraction di Rimini
Al posto dell’happy hour arriva la ‘messa hour’, e a impartire la comunione prima di alzare i calici in cielo ci sono ragazze vestite da suore. La trovata di un’azienda presente a Beer&Food Attraction, l’evento fieristico in corso nei padiglioni della Fiera di Rimini, ha senz’altro colto nel segno con ragazzi e ragazze in coda per assaggiare il bitter prodotto dall’azienda lombarda. Ma non a tutti è piaciuto il marketing ‘benedetto’ da finte suore e finti frati al bancone, riporta Attuale.
Il consigliere comunale della Lega, Andrea Pari, ha espresso forti critiche: “Pur nel massimo rispetto della libertà di espressione, anche in ambito commerciale – contesta Pari – ritengo che in questo caso si sia superato il limite del buon gusto e del rispetto. Siamo di fronte a un dileggio esplicito della religione cattolica.” La presenza di suore e frati fittizi che brindano è considerata inaccettabile dal consigliere, evidenziando un punto di vista critico verso l’iniziativa.
Pari ha richiesto formalmente alla governance di Italian Exhibition Group di vigilare con attenzione e di intervenire tempestivamente su quanto segnalato. “Le fiere devono essere luoghi di promozione economica e di creatività commerciale, non spazi in cui si banalizzano o si offendono simboli religiosi che per molti cittadini rappresentano un elemento profondo della propria identità”, ha aggiunto.
La controversia ha acceso un dibattito significativo riguardo i limiti del marketing, in particolare quando coinvolge simboli religiosi. Questa iniziativa ha attirato l’attenzione mediatica, sollevando interrogativi su quanto il marketing possa spingersi oltre nei suoi tentativi di attrarre pubblico attraverso provocazioni.