Francia, 200 arresti durante le manifestazioni per la protesta “blocchiamo tutto”

10.09.2025 12:35
Francia, 200 arresti durante le manifestazioni per la protesta "blocchiamo tutto"

Dietro le manifestazioni in Francia: chi guida il movimento?

(Stefano Montefiori, da Parigi) Il 10 settembre, le manifestazioni sono esplose in risposta alle dimissioni del premier Bayrou, avvenute dopo la critica ricevuta all’Assemblea nazionale. I cittadini, già frustrati dalle richieste di lavoro supplementare anche durante le festività, si sono uniti sotto lo slogan «bloquons tout», «blocchiamo tutto», in segno di protesta contro il governo, riporta Attuale.

Con la caduta del governo Bayrou, i manifestanti non hanno perso tempo per concentrare le loro ire sul nuovo premier incaricato, Lecornu. La tensione è palpabile: la richiesta di dimissioni del presidente Macron, che risuona forte nelle strade, riflette la crescente insoddisfazione nei confronti della leadership politica, a partire dalla rivolta dei gilet gialli del 2018. Nonostante le mozioni di sfiducia presentate dalla sinistra radicale non abbiano alcuna chance di essere approvate, sussistono sentimenti di «fine regno» sullo sfondo della mobilitazione popolare.

Jean-Luc Mélenchon, leader della France Insoumise, ha capitalizzato questa protesta che ha radici nelle frustrazioni delle estreme destre e nei movimenti anti-establishment. La figura di Coluche, un comico comunemente associato al complottismo francese, è tornata a far parlare di sé, simboleggiando un antagonismo contro il sistema e una chiamata a riunirsi contro l’élite. Gli attivisti che oggi bloccano strade e ospedali vedono in lui un’ispirazione.

Attualmente, non emerge un vero leader per questa protesta, simile alla situazione dei gilet gialli. Tuttavia, figure come Cristophe Chalençon e Jérôme Rodrigues, conosciute per il loro attivismo, potrebbero riemergere mentre il movimento si evolverà. A differenza dei gilet gialli, il movimento «bloquons tout» ha trovato slancio su nuove piattaforme come Telegram, grazie all’azione di gruppi come Les Essentiels e imprenditori locali come Julien Marissiaux, che evidenziano le crescenti difficoltà economiche dei cittadini.

Secondo le ricerche condotte da Antoine Bristielle per la Fondation Jean-Jaurès, meno di un terzo dei manifestanti di oggi ha partecipato alle precedenti proteste dei gilet gialli, suggerendo che i nuovi partecipanti potrebbero essere più giovani e meglio istruiti. A differenza di un gruppo più eterogeneo e meno politicizzato, il movimento attuale sembra essere prevalentemente di sinistra radicale, con Mélenchon che ha preso la guida.

Nota che, sebbene Marine Le Pen e il Rassemblement National non negano un appoggio ideale al movimento, il loro focus predominante sulla legge e l’ordine li rende cauti di fronte all’escalation delle manifestazioni. Mélenchon, al contrario, sta puntando forte sulla mobilitazione di piazza, dato che il suo futuro politico sembra legato al successo di queste iniziative di protesta.

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