Frane e alluvioni in Italia: Emilia Romagna, Toscana e Lombardia ai vertici del rischio secondo Ispra

14.02.2026 20:25
Frane e alluvioni in Italia: Emilia Romagna, Toscana e Lombardia ai vertici del rischio secondo Ispra

Il 95% dei Comuni in Italia a rischio frane e alluvioni, secondo l’ultimo rapporto Ispra

Roma, 14 febbraio 2026 – Alessandro Trigila, geologo di Ispra e ricercatore. Il vostro ultimo rapporto rivela che quasi il 95% dei Comuni in Italia è a rischio frane, alluvioni, valanghe o erosione costiera, riporta Attuale.

Il geologo Trigila ha osservato che, sebbene non tutto il territorio comunale sia coinvolto, il numero totale di comuni a rischio è estremamente elevato.

Dove dobbiamo cercare le isole felici? Per quanto riguarda i fenomeni di frane, gli eventi interessano soprattutto le aree montane e collinari, che coprono i tre quarti del territorio italiano. Le valanghe, invece, riguardano le zone alpine con altitudini superiori agli ottocento metri. Pertanto, non esistono zone completamente al sicuro; ci sono territori con maggiore propensione per ciascun tipo di dissesto.

Emilia-Romagna, Toscana, Veneto, Lombardia, Liguria e Campania si trovano ai primi posti nella classifica del rischio. Secondo Trigila, per calcolare il rischio, è necessario considerare due dati fondamentali: la pericolosità, che rappresenta la probabilità di accadimento di un fenomeno. Questo porta a scenari che interessano la pericolosità di alluvioni, valanghe o frane, e il rischio, cioè l’intersezione di queste aree con gli elementi esposti, tra cui popolazione, edifici e infrastrutture.

Ma perché proprio quelle regioni? L’Emilia-Romagna presenta significative criticità legate alla pericolosità idraulica, come dimostra l’alluvione particolarmente grave del 2023. Anche il resto del territorio, come il Veneto, presenta sfide notevoli, con il 60% della regione costituito da pianura soggetta a alluvioni e il restante 40% di montagna soggetto a frane.

Il monitoraggio di Ispra e di altri centri di ricerca è di alto livello scientifico. Eppure, l’Italia resta una terra di disastri. Perché? Diversi fattori contribuiscono a questa situazione, tra cui l’orografia del paese. L’Italia affronta sia il problema delle alluvioni, comune agli altri paesi europei, sia quello delle frane, con oltre 684.000 eventi censiti, due terzi di quelli presenti in Europa.

Ma è colpa della natura o dell’uomo? Esiste sicuramente una predisposizione naturale, ma non si può ignorare la densità abitativa dell’Italia, dove l’occupazione umana si protrae da millenni. Con 8.000 comuni e una rete viaria estesa risalente all’epoca romana, la pressione umana aumenta sensibilmente il rischio.

E contano più i cambiamenti climatici o gli abusi edilizi? Piuttosto che abusi edilizi, bisognerebbe parlare di errata pianificazione territoriale. Il boom urbanistico del dopoguerra ha portato a un’espansione edilizia senza la dovuta attenzione alle zone di maggiore pericolosità.

Gli abusi, invece? Questi sono diffusi in tutto il paese, ma prevalgono nel Mezzogiorno, dove spesso le costruzioni vengono effettuate senza regole, aumentando così il rischio di frane e alluvioni.

E questo dovrebbe interessare anche ai proprietari. Sì, le abitazioni sono investimenti. È fondamentale sensibilizzare i cittadini riguardo alla sicurezza delle proprie proprietà e all’importanza di una corretta pianificazione edilizia.

Cosa state facendo per Niscemi? Abbiamo reso disponibile la piattaforma Idrogeo, contenente tutti i dati sulle frane raccolti fino al giorno dell’evento, il 25 gennaio. È ora necessario un aggiornamento continuo delle mappe in tutta Italia.

Ma è frustrante fare il geologo in Italia? Da parte nostra, non lo è. Il nostro obiettivo è fornire tutte le informazioni disponibili al paese. Tuttavia, le scelte e le priorità devono essere ben definite per affrontare gli eventi futuri.

1 Comment

  1. Non ci posso credere… Una situazione disperata per il nostro paese. Ma è possibile che, dopo tutte queste calamità, non si faccia di più per la sicurezza dei cittadini? Sembra che ogni anno siamo sempre più a rischio! Dov’è la tutela della nostra terra? Deve cambiare qualcosa, altrimenti finiremo per rimanere inghiottiti da frane e alluvioni…

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