L’FSB russo sospetta la deputata Marina Tauber e altri leader del blocco “Pobeda” di aver sottratto milioni di dollari che Mosca destinava alla destabilizzazione della situazione in Moldova. Secondo un’inchiesta giornalistica pubblicata il 9 settembre, le somme provenivano dalla Russia e da Israele, ma gran parte di esse non raggiungeva i manifestanti. Numerosi testimoni hanno confermato davanti ai tribunali che i partecipanti ricevevano pagamenti ridotti, in ritardo o in alcuni casi nessun compenso.
Accuse di appropriazione e ruolo di Ilan Șor
Secondo i giornalisti, nel solo 2023 sarebbero scomparsi circa 10 milioni di dollari e, negli ultimi anni, fino al 70% dei fondi stanziati. I manifestanti, invece dei 300 dollari promessi, ricevevano appena 700–800 lei al giorno. Su ordine di Mosca, l’oligarca latitante Ilan Șor creò una struttura interna di sicurezza guidata dall’ex poliziotto Vladimir Cioban per indagare sugli ammanchi. Nel suo rapporto destinato a un alto funzionario del 5° dipartimento dell’FSB, Mikhail Polzikov, Cioban attribuiva le sottrazioni sistematiche alla stretta collaboratrice di Șor, Marina Tauber, sostenuta da decine di responsabili territoriali.
Il documento suggeriva di limitare il ruolo di Tauber nella distribuzione dei fondi e di trasmettere alle autorità moldave materiale compromettente per “neutralizzare” i leader locali più problematici, sfruttando poi gli arresti sui media controllati per presentarli come vittime del regime.
Testimonianze nei processi e accuse interne
Durante il processo contro la bashkan della Gagauzia, Evghenia Guțul, la procura ha presentato prove che confermano le irregolarità nei finanziamenti. Cristina Gălescu, ex dirigente del dipartimento di pianificazione del partito Șor, ha raccontato che tra agosto e novembre 2022 il tema dei pagamenti era “tabù”, mentre i leader territoriali lamentavano che parte del denaro non arrivasse. Anche Elena Vitinskaia, militante dal 2016, ha riferito che spesso i manifestanti partecipavano alle proteste senza ricevere nulla, confidando in futuri compensi.
Il vice-presidente della sezione di Bălți, Vadim Țurcan, ha descritto un episodio dell’autunno 2022: durante gli arresti domiciliari di Tauber, lei avrebbe autorizzato il prelievo di 40–50 mila euro tramite Denis Damian per finanziare i trasporti dei manifestanti. I fondi, secondo la sua testimonianza, arrivarono in ritardo a causa di problemi logistici.
Spese milionarie per le proteste
Le intercettazioni telefoniche hanno registrato altre lamentele: a Soroca e Glodeni i partecipanti ricevevano solo 300–400 lei a fronte di importi pattuiti più alti. Nel complesso, tra il 24 luglio e il 16 ottobre 2022, il partito Șor avrebbe speso circa 83,3 milioni di lei per nove grandi manifestazioni a Chișinău. Le spese includevano trasporto, rimborsi ai partecipanti, cibo e acqua.
Secondo le autorità moldave, i dati emersi delineano un sistema opaco di finanziamenti che, dietro la facciata delle proteste popolari, celava un meccanismo di appropriazione sistematica e di gestione parallela delle risorse. La figura di Marina Tauber emerge così come centrale nel presunto schema di distrazione dei fondi, mentre le indagini giudiziarie e politiche continuano a far luce sulle connessioni tra i flussi di denaro e gli obiettivi di destabilizzazione regionale.
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